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Perché il preside del liceo Parini ha occupato la libreria Hoepli ANSA

Perché il preside del liceo Parini ha occupato la libreria Hoepli

Il preside Massimo Nunzio Barrella protesta contro una chiusura che definisce "una tragedia culturale per Milano" e per sostenere i lavoratori

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La notizia della liquidazione della storica libreria Hoepli dopo 156 anni di attività ha fatto nascere proteste e polemiche. Molte persone si sono esposte per chiedere di salvare i lavoratori e un luogo simbolo della cultura a Milano. Tra chi sta facendo sentire la propria voce c’è anche il preside del liceo classico Parini, Massimo Nunzio Barrella.

Preside del liceo Parini occupa la libreria Hoepli a Milano

Come riporta La Repubblica che ha intervistato Barrella, il preside del liceo Parini ha deciso di “occupare” simbolicamente la libreria per protestare contro una chiusura che ha definito “una tragedia culturale per Milano”.

L’intellettuale ha spiegato che frequenta la libreria da quando aveva 13 anni.

“Per chi ama i libri è sempre stato un luogo familiare: dipendenti preparatissimi, tra quegli scaffali si poteva vagare per ore. Sapere che tra venti giorni qui potrebbe non esserci più nulla mi fa venire da piangere. Come si fa a non protestare?”, ha detto.

La sua “occupazione” è un gesto simbolico.

“Sono arrivato qui con i cartelli di protesta e giro per i piani, parlo con i dipendenti, con i lettori. Nel mio piccolo – ha continuato – ho sentito il dovere di venire e di far sentire la mia voce. Non rappresento nessuno se non me stesso: è una mia iniziativa personale. Sono qui per far sentire il grido di un lettore semplice. Credo che possa essere educativo per i ragazzi”.

Il preside ha evidenziato che non sta chiudendo un’azienda qualsiasi e che “con la chiusura delle librerie, si impoverisce il pensiero: attraverso i libri circolano idee“.

Cosa sta succedendo alla storica libreria Hoepli di Milano

La storica libreria Hoepli di Milano dovrebbe chiudere entro maggio, il tempo di far scattare la cassa integrazione a zero ore per i 49 librai. Il 10 marzo 2026 il Cda di Hoepli ha confermato di voler procedere con la liquidazione.

In una nota, l’Assemblea dei Soci ha spiegato che “sulla decisione hanno pesato i risultati di esercizio negativi correlati con l’andamento previsionale del mercato editoriale e librario” e anche il “gravoso conflitto endosocietario”.

A seguito della notizia la Cgil ha invitato tutti i cittadini a partecipare a un flash mob evidenziando che “la liquidazione non è solo una resa imprenditoriale, ma è una mossa che antepone la drastica e frettolosa soluzione di screzi familiari al futuro di un’azienda, di 90 dipendenti, di una storica libreria indipendente, presidio culturale della città di Milano.

Il flashmob e l’appello alle istituzioni

Il flashmob prenderà vita sabato 14 marzo alle 11 davanti alla libreria Hoepli, in via Hoepli a Milano.

“Chiediamo a tutta la città di mobilitarsi e di partecipare al flash mob” perché “la storia di Milano non si liquida”, è la richiesta del sindacato.

Massimo Nunzio Barrella, a La repubblica, ha confidato che spera “che partecipino tantissimi cittadini, soprattutto giovani. Bisogna far sentire che Milano non può restare in silenzio davanti a una perdita del genere”.

Alla domanda su cosa si aspetta dalle istituzioni, il preside ha risposto che si augura “che Comune, Regione e Ministero della Cultura intervengano. Non si può ridurre tutto a una semplice operazione aziendale. Qui c’è un pezzo della storia della città” ma anche di essere “molto amareggiato. Un impoverimento così non me lo aspettavo. Il clima è quello di una sconfitta. Ma non dobbiamo perdere la speranza”.