Perché il prof aggredito a Parma non denuncerà gli studenti
Il prof aggredito a Parma da un gruppo di studenti insieme a un collega ha deciso che non li denuncerà e ha spiegato i motivi della sua scelta
Non li denuncerà. È la decisione irremovibile di uno dei due professori aggrediti a Parma da un gruppo di studenti. A chiarirlo è stato lo stesso docente in un’intervista, nella quale ha spiegato il perché della sua scelta.
Il prof aggredito a Parma spiega perché non denuncerà gli studenti
"Ho passato due ore in questura dove hanno cercato di convincermi a denunciare quei ragazzi. L’ho detto e lo ripeto: nessuna denuncia". A parlare, in un’intervista al Corriere della Sera, è uno dei due docenti che, il 21 maggio, sono stati aggrediti da un gruppo di adolescenti in un parco vicino all’Itis Leonardo da Vinci di Parma, frequentato da alcuni dei ragazzi e dove il prof insegna. L’episodio è stato ripreso con lo smartphone e il video è stato diffuso sui social, generando molte polemiche e riportando al centro del dibattito pubblico il tema della violenza giovanile.
"Considero il mio non denunciare un intervento educativo – ha spiegato il professore -. La querela di parte io per principio non la faccio perché è una cosa sbagliata. Uno Stato deve sapere quando agire, non deve delegare i cittadini. Dopodiché – ha aggiunto – questi ragazzi hanno già verificato sulla propria pelle che se si comportano male c’è una reazione che non possono evitare. La mia reazione a questa storia è il massimo che come insegnante io possa fare, con ragazzi adolescenti in quelle condizioni, per non voltarmi dall’altra parte".
Il docente ha anche precisato di non considerare ciò che si vede nel video un’aggressione, ma un "confronto degenerato in lite". E ha sottolineato di non aver subito "alcun danno", perché "non sono stato nemmeno toccato". Nessuna lesione anche per il secondo insegnante, che nel video si vede a terra mentre cerca di tenere fermo uno dei ragazzi mentre viene colpito più volte da un altro giovane. Anche lui ha deciso di non sporgere denuncia.
Ricostruendo l’accaduto, il professore ha raccontato che tutto è nato dal rimprovero rivolto a uno studente per aver tirato un calcio a una lattina, finita contro la portiera di un’auto. Una volta uscito da scuola, l’insegnante si è trovato davanti il ragazzo rimproverato insieme ad altri coetanei: "Vedendolo gli ho chiesto: ha bisogno di altre spiegazioni? Mi riferivo all’episodio della lattina, ovviamente. Ha risposto che le spiegazioni me le avrebbe date lui con i suo amici".
Questo comportamento "è l’atteggiamento di un ragazzo con le idee confuse e anche poco intelligente, come può essere un adolescente di 16 anni", ha affermato il prof.
Cosa rischiano gli studenti che hanno aggredito due insegnanti a Parma
Secondo quanto riferito dal Tg1, i tre studenti dell’Itis Leonardo da Vinci ritenuti responsabili dell’episodio avvenuto al parco Falcone e Borsellino di Parma "sono stati sospesi per 30 giorni". La decisione è arrivata al termine del Consiglio di istituto convocato dopo la diffusione del video.
Il telegiornale ha aggiunto che "non si esclude che al momento dello scrutinio si possa valutare la bocciatura per i tre studenti".
Visto che i due insegnanti coinvolti hanno deciso di non sporgere denuncia, per i ragazzi non ci saranno conseguenze penali, ma solo provvedimenti disciplinari interne alla scuola.