Perché la GenZ ha fatto tornare cool le vacanze con i genitori
I ventenni stanno riscoprendo i vantaggi di andare in vacanza con la famiglia, i viaggi con mamma e papà spopolano sui social
Se si pensa a dei giovani in vacanza, si immagina un gruppo di ragazzi coetanei in giro a divertirsi, fare esperienze e avventure insieme, aggiornando con qualche chiamata i genitori. Per la GenZ, invece, il trend sembra essere cambiato e sui social spopolano contenuti di ventenni che mostrano le loro gite con mamma e papà, scherzando sui vantaggi delle ferie in famiglia.
Il trend della GenZ in vacanza con i genitori
Soprattutto su TikTok, sono tantissimi i video di ventenni al ristorante che gioiscono perché non dover pagare il conto, si tuffano nelle camere d’albergo già prenotate (e saldate da mamma e papà), così come gli ombrelloni e i cocktail.
Si scherza sul vantaggio di andare in vacanza con i genitori senza spendere un euro, tanto ci pensano loro, ma dietro questa tendenza c’è il racconto di una generazione.
Non si tratta solo di una questione di soldi, ma anche della riscoperta delle proprie radici e della bellezza di godere di una settimana al mare prendendosi una pausa dalle incombenze dell’essere adulti.
Nel rapporto Travel Trends 2026, Skyscanner ha individuato che il viaggio multigenerazionale è tra i fenomeni destinati a caratterizzare il modo in cui la Gen Z viaggia.
Nel sondaggio globale realizzato da OnePoll su 22mila viaggiatori, il 52% della Gen Z statunitense ha dichiarato di viaggiare con i genitori, il 28% con i nonni e il 37% insieme a più generazioni della propria famiglia.
Come riporta TgCom24, Skyscanner sottolinea esplicitamente che il risparmio conta, ma che altrettanto importanti sono il legame e la costruzione di ricordi condivisi. Il 29% degli adulti Gen Z indica il risparmio o la condivisione delle spese come principale motivazione per viaggiare con la famiglia.
La differenza con i Millenial
Secondo i dati Skyscanner, nel 2026 il 30% dei Millennial (oggi quarantenni) ha viaggiato negli ultimi due anni con figli e genitori, cioè mettendo insieme almeno tre generazioni.
Quando però erano i Millenials a rappresentare la generazione dei ventenni, il viaggio senza i genitori rappresentava un passaggio verso la vita adulta e l’acquisizione della propria indipendenza.
Il desiderio era proprio quello di occuparsi dell’organizzazione della propria vacanza low budget, con zaino in spalla, ostelli al posto delle suite vista mare e aperitivi e feste improvvisate.
La Gen Z, invece, cresciuta dentro un’economia diversa e una cultura del viaggio trasformata, ha ambizioni e possibilità diverse perché muoversi oggi è diventato più costoso, la casa più difficile da conquistare e il lavoro meno lineare.
Il valore del viaggio multi generazionale
Secondo Eurostat, nel 2025 il 24,2% dei giovani europei tra 15 e 29 anni era a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 20,9% della popolazione complessiva.
In Italia, la permanenza nella famiglia d’origine è particolarmente marcata: Eurostat rileva che nel 2024, in Italia e in altri Paesi dell’Europa meridionale e orientale, oltre l’80% dei 16-29enni viveva con i genitori oppure viveva in un nucleo in cui contribuiva o beneficiava del reddito familiare; tra i 25-29enni la quota superava il 60%.
In questo scenario, una settimana al mare con i genitori è quasi una naturale estensione di una condizione economica già esistente.
La novità è che TikTok ha trasformato la vacanza familiare in una piccola performance generazionale sulla quale scherzare e mettere a confronto generazioni diverse. Il risultato è anche normalizzare, con ironia, la condizione del viaggio figli genitori.
Il viaggio multigenerazionale non significa infatti soltanto risparmiare, ma mettere insieme età diverse e modi diversi di guardare lo stesso luogo.
La vacanza, in questo modo, diventa una forma di memoria condivisa e di esperienza in cui si mette al centro il valore della famiglia e dello stare insieme.