Perché la laurea in Economia "non vale più nulla"
Economia e Giurisprudenza non sono più facoltà con un alto tasso di occupazione post laurea: ce n'è un'altra poco frequentata che assicura un lavoro
Dopo la Maturità, se si vuole continuare gli studi è bene scegliere la facoltà con molta attenzione. Bisogna tenere in considerazione molti fattori: la sola passione o il mero amore per le materie insegnate potrebbero non bastare. Il problema riguarda proprio la scelta di percorsi accademici che possano garantire un migliore tasso di occupazione dopo la fine degli studi universitari. Un esperto ha spiegato perché oggi la laurea in Economia "non vale più nulla" e qual è, invece, il corso di laurea che garantisce un lavoro anche ben retribuito, svelando nel dettaglio un meccanismo che non sempre viene usato da chi sta per iscriversi all’università.
Perché Economia e Giurisprudenza "non valgono più"
Gianluca Lambusta è un imprenditore esperto in economia e finanza: è anche il fondatore di un’Accademia che offre capitale iniziale per fare trading. Ha pubblicato su Instagram un titolo per dare consigli su quale percorso universitario scegliere.
"Vuoi trovare lavoro subito e con stipendi alti? Non laurearti in Economia", ha suggerito nella sua clip, accompagnata da una didascalia in cui ha informato gli utenti che "la laurea in Economia non vale più nulla". Questo succede perché "le aule di Economia e Giurisprudenza traboccano di studenti che poi fanno la fila per uno stage da 600 euro al mese". L’offerta è ampia, ma la domanda è poca, perché il settore è saturo: quando questo accade, è normale che il tasso di occupazione post laurea, quando si esce da queste facoltà, è basso.
Qual è la laurea con il più alto tasso di occupazione
L’esperto ha svelato qual è l’università ha il più alto tasso di occupazione? "Mentre tutti si ammazzano per entrare nelle Fin Tech o nelle Big Tech, c’è una laurea in Italia con il 90% di occupazione e scommetto che non ci hai mai pensato".
Si tratta di Agraria e scienze forestali, dove, secondo i dati AlmaLaurea il tasso di occupazione post laurea è pari a circa il 90%. "La media nazionale delle triennali gira intorno al 75-80%, quindi parliamo di 10 punti percentuali sopra la media", ha spiegato Lambusta, sottolineando che non si tratta di "un dettaglio: è un divario importante, strutturale".
Ma per quale motivo Agraria ha un tasso di occupazione così alto? Per il semplice fatto che "in Italia quasi nessuno sceglie queste facoltà". Ci sono, infatti "pochi iscritti" ma una "domanda di mercato comunque alta" e, al contempo, un'"offerta di professionisti bassa. È il principio più banale dell’economia: la scarsità".
L’esperto ha poi aggiunto: "Chi esce da Agraria ha le aziende che lo cercano". Anche perché il settore è molto importante nel nostro Paese: "Le filiere agroalimentari in Italia valgono circa 600 miliardi di euro l’anno, con oltre 4 milioni di occupati e più di 60 miliardi di export. È uno dei pilastri dell’economia italiana, secondo solo a pochi comparti manifatturieri".
Gianluca Lambusta ha svelato che "le figure tecniche specializzate (agronomi, esperti forestali, tecnologi alimentari) sono cronicamente sotto offerta. Le imprese faticano a trovare personale qualificato e questo gap tradotto in numeri fa crescere quel 90% di occupazione".
I consigli per scegliere la facoltà "giusta"
L’esperto ha voluto dare un consiglio a tutti i giovani per fare la scelta giusta: "Quando sei giovane e devi decidere cosa studiare, il rendimento della laurea lo si misura in passione o in prestigio. Il problema è che non funziona così. Dovremmo ragionare in maniera differente: dovremmo vedere i settori dove c’è meno disoccupazione, qual è lo stipendio medio quando si parte, nessun buco contributivo oppure tre anni persi a cercare lavoro, a 800 euro al mese".
Queste sono le domande da porsi, perché secondo lui "la scelta di una facoltà è, in fin dei conti, una decisione finanziaria e bisognerebbe trattarla come tale". Però "non siamo educati a farlo. Il mercato del lavoro non paga il prestigio percepito, paga la scarsità", come dimostra questo caso: "Agraria ha il 90% di occupazione, ma classi in università mezze vuote, Giurisprudenza ed Economia classi piene, ma tassi di occupazione decisamente più bassi e magari stipendi che iniziano da 800 euro al mese con stage. Questa è una differenza non filosofica, economica".
L’imprenditore ha sottolineato che "cinque anni dopo la laurea, chi entra in un settore saturo ha spesso stipendi più bassi e carriere più lente. Chi entra dove c’è scarsità di lavoro fa esperienza prima, accumula contributi prima: questo è il rendimento del capitale umano". Ha poi invitato i giovani a non fare il suo stesso errore: "Non ti iscrivere ad Agraria solo perché te l’ho detto io, ma allo stesso tempo smettila di scegliere un percorso solo perché suona bene e fa figo, ma inizia a guardare dove i numeri ti mettono dalla parte giusta del tavolo".