Perché la riforma voluta da Valditara non piace al Prof Maggi
Il professor Andrea Maggi ha spiegato per quale motivo è contrario alla riforma voluta dal ministro Giuseppe Valditara negli Istituti tecnici italiani
Il professor Andrea Maggi, famoso per la sua partecipazione a "Il Collegio" e ad altre trasmissioni televisive, è contrario all’ultima novità introdotta dal ministero dell’Istruzione e del Merito negli Istituti tecnici italiani. Il docente di lettere ha spiegato per quale motivo non è sulla stessa linea d’onda del ministro. Perché la riforma voluta da Valditara non piace al Prof Maggi? Per quale motivo i cambiamenti illustrati non incontrano il suo favore?
Prof Maggi è contrario alla riforma degli Istituti tecnici di Valditara
In un articolo pubblicato su Il Gazzettino, il professor Andrea Maggi, protagonista de "Il Collegio" come docente di lettere, ha parlato della riforma degli Istituti Tecnici partendo da una ricerca che ha svelato che la matematica è la materia più difficile per tutti gli studenti. "Bella scoperta, diranno adesso in molti, in un Paese come il nostro, nel cui sistema di istruzione le materie umanistiche prevalgono per importanza su quelle scientifiche".
L’insegnante ha detto a tutte queste persone che possono tirare "un mezzo sospiro di sollievo, perché adesso la riforma del ministero sta per mettere le materie umanistiche al loro posto". Prof Maggi ha spiegato che "la riforma degli Istituto tecnici nell’ultimo anno di studio taglierà le ore annuali di lingua e letteratura italiana, che passeranno da 132 a 99". Questa decisione è stata presa "per avvicinare la scuola al mondo del lavoro e per rafforzare le competenze tecniche".
Eppure, ha sottolineato l’insegnante, "la stessa riforma prevede anche un calo delle ore di scienze, in barba alle materie Steam, che sarebbero il baluardo del progresso e dell’innovazione". Prof Maggi ha una domanda: "Che genere di lavoratore si pensa di formare in una scuola in cui si diminuisce lo sviluppo di competenze linguistico-letterarie e contemporaneamente anche quello delle competenze scientifiche?".
Maggi e l’importanza delle materie umanistiche negli Istituti tecnici
Andrea Maggi ha spiegato nel suo intervento sul giornale che, anche se non è intuitivo, in realtà "lo studio della lingua e della letteratura ha molti elementi in comune con quello delle scienze, ossia lo sviluppo della logica". Un istituto che non promuovere l’esercizio della logica può formare, secondo lui, un lavoratore che sa solo "eseguire gli ordini, ma che sarà sempre più fragile nell’interpretazione, nella discussione critica e nell’argomentazione".
Negli Istituti tecnici le materie umanistiche servono e il docente friulano che insegna in una scuola media di Sacile, in provincia di Pordenone, ha sottolineato che "non è corretto affermare che a scuola si debbano insegnare solo materie immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Forse in futuro avremo dei lavoratori efficientissimi. Ma la scuola non dovrebbe formare solo delle calcolatrici impeccabili. Gli studenti dovrebbero imparare anche a pensare con le loro teste".
La sua riflessione si conclude con la constatazione di un errore, che ha a che fare con"la diminuzione delle ore di italiano e di scienze" in questi indirizzi scolastici. Questa scelta "causerà un taglio di cattedre che, unito al calo fisiologico della popolazione scolastica dovuto all’inverno demografico, costerà numerosi posti di lavoro". Su questo secondo lui bisognerebbe riflettere e tutto ciò "dovrebbe indurci a protestare".