Perché non possiamo permetterci 3 mesi senza scuola (per Galiano)
Perché, secondo il prof e scrittore Enrico Galiano, "non possiamo più permetterci tre mesi senza scuola": ecco cosa ha detto sulle vacanze estive
Secondo Enrico Galiano, nell’Italia di oggi 100 giorni di vacanze estive non sono sostenibili. “Non possiamo più permetterci tre mesi senza scuola“, ha detto l’insegnante e scrittore, evidenziando che una pausa didattica così lunga alimenta le disuguaglianze sociali e rallenta il processo educativo.
- Prof Galiano: "Non possiamo più permetterci 3 mesi senza scuola"
- Galiano: "Un record che non ha nulla di invidiabile"
- Perché tre mesi di vacanze sono "un lusso" secondo Galiano
Prof Galiano: “Non possiamo più permetterci 3 mesi senza scuola”
“C’è un animale mitologico che in Italia tutti conoscono: il genitore di settembre”, che “torna in ufficio a fine agosto, mentre la scuola si fa desiderare fino a metà settembre”. Inizia così la riflessione sulle vacanze estive scolastiche dell’insegnante e scrittore Enrico Galiano pubblicata su Il Libraio.it.
In questo “tempo sospeso succede di tutto – ha scritto il prof -: bambini parcheggiati in ufficio come faldoni, riunioni con sottofondo di Peppa Pig, mamme e papà che si passano i figli come staffette olimpiche”.
Il “problema”, ha evidenziato l’insegnante, è che queste settimane “arrivano alla fine di tre, lunghissimi, mesi”, dove i figli delle famiglie più abbienti hanno avuto accesso a esperienze formative come campus, laboratori e viaggi studio. Dall’altro lato, molti bambini e adolescenti hanno passato “giornate infinite davanti alla tv” e con “il tablet che diventa babysitter“, ha aggiunto Galiano.
“È qui che la vacanza lunga smette di essere riposo e diventa ingiustizia – ha sentenziato il docente -. Perché allarga il divario: chi ha più possibilità accumula esperienze, chi non ne ha si arrangia“.
Galiano: “Un record che non ha nulla di invidiabile”
In Italia abbiamo la pausa estiva scolastica più lunga d’Europa, con quasi 100 giorni di vacanza contro il 46 della Germania, i 56 della Francia e gli 84 della Spagna. “Un record che non ha nulla di invidiabile”, ha commentato Galiano, che ne ha ricostruito le origini storiche: “L’estate lunghissima è un retaggio agricolo”. Nel passato, l’Italia era un Paese che si reggeva soprattutto sull’agricoltura. E in estate, in cui avvengono mietitura e vendemmia, i figli davano una mano nei campi.
Oggi, però, “è un anacronismo”, ha scritto il prof: “I figli non li manda più nessuno a raccogliere il grano”.
Perché tre mesi di vacanze sono “un lusso” secondo Galiano
Il prof ha spiegato che la conseguenza diretta di questa lunga interruzione è che, al rientro a scuola a settembre, gli studenti non si trovano tutti sullo stesso piano. C’è chi torna in classe con un bagaglio di nuove esperienze e competenze, e chi, al contrario, fatica a riattivare le nozioni apprese. Perché “la mente è un muscolo, e tre mesi senza allenamento rischiano di trasformarla in un budino“.
Questo fenomeno, noto nel mondo anglosassone come “summer slide“, ovvero la perdita di apprendimento estiva, “colpisce soprattutto chi ha avuto meno stimoli”, ha specificato Galiano, penalizzando i bambini e ragazzi che provengono da famiglie economicamente più svantaggiate.
“Forse è il momento di ammetterlo: tre mesi di vacanza non sono più un diritto al riposo, ma un lusso che non ci possiamo permettere. Né come famiglie, né come società”, ha proseguito lo scrittore. La sua proposta è quella di rimodulare il calendario scolastico, distribuendo le pause durante l’anno e riducendo le vacanze estive. Senza un intervento simile, “continueremo a chiedere ai nonni e agli insegnanti di fare quello che spetterebbe allo Stato: tenere insieme famiglie e futuro”, ha concluso Enrico Galiano.
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