Perché per Valditara "non servono classi meno affollate a scuola"
Giuseppe Valditara ha parlato di abbandono scolastico e classi troppo affollate al Forum Welfare Italia organizzato da The European House Ambrosetti
Da più parti si chiede di ridurre il numero di studenti ammessi a frequentare la stessa classe. Molti ritengono che, con classi sovraffollate, gli insegnanti non riescano a seguire adeguatamente tutti i giovani con il rischio di un apprendimento inferiore o meno efficiente di tutti i ragazzi e le ragazze. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è tornato sull’argomento mostrandosi di opinione totalmente diversa.
Cos’ha detto Valditara sulle classi meno affollate
Il ministro Valditara è intervenuto al Forum Welfare Italia organizzato da The European House Ambrosetti, in questa occasione ha parlato di abbandono scolastico e classi sovraffollate.
“Gli abbandoni scolastici crollano se andiamo a considerare le riflessioni e le proiezioni di Invalsi – ha detto il titolare del dicastero dell’Istruzione – e scopriamo che nel 2025 la dispersione esplicita sarebbe scesa all’8,3% e anche quella implicita è diminuita rispetto al 2022, con differenze significative: nelle scuole coinvolte da Agenda sud i risultati positivi in Puglia sono 3 volte rispetto a quelli delle scuole non coinvolte e 2 volte in Campania”.
Secondo il ministro di deve quindi “continuare ad investire sul rapporto tra scuola e territorio, con una scuola sempre più aperta durante la giornata, capace di coinvolgere gli studenti, con un potenziamento dell’organico, non con la riduzione del numero degli studenti che si è rivelata una scelta che non dà risultati positivi. L’aumento dell’organico serve per la personalizzazione della didattica, per i ragazzi che hanno ritardi e problematiche in alcune materie; questa è la strada da perseguire a mio avviso”.
Dalle parole di Valditara emerge quindi che il titolare dell’Istruzione non creda sia necessario ridurre il numero massimo di ragazzi e ragazze in ogni classe, piuttosto serva aumentare il personale docente.
La replica al ministro di Irene Manzi del Pd
Di parere diverso rispetto al ministro è Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd, che ha replicato alle affermazioni di Valditara sul tema.
“Valditara – ha affermato Manzi sul sito del Pd – dice che servono più docenti e classi meno affollate, ma intanto il suo governo ha previsto nella legge di bilancio nuovi tagli all’organico del personale docente e ATA e la soppressione di oltre centinaia di autonomie scolastiche con il dimensionamento. È un paradosso: si parla di più insegnanti mentre si riducono le cattedre e si accorpano autonomie scolastiche, mettendo in difficoltà soprattutto le realtà del Sud e delle aree interne”.
Secondo la deputata dem, per contrastare davvero la dispersione scolastica, servirebbero “investimenti stabili nel potenziamento dell’organico, nel tempo pieno, nel sostegno e nel rafforzamento della comunità educante, coinvolgendo scuole, enti locali, terzo settore, parrocchie e famiglie”.
Le regole sul numero di alunni per classe
Secondo le attuali regole, il Dirigente scolastico organizza le classi iniziali di ciclo delle scuole in base al numero complessivo degli iscritti.
Il numero minimo e massimo di alunni per classe può essere incrementato o ridotto del 10%. Il numero degli alunni nelle classi iniziali che accolgono alunni con disabilità non può superare il limite di 20.
Le sezioni della scuola dell’infanzia sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 26 alunni, salvo l’accoglienza di alunni con disabilità. Eventuali iscritti in eccedenza dovranno essere ridistribuiti tra le diverse sezioni, senza superare il numero di 29 alunni per sezione.
Le classi della scuola primaria possono avere un numero minimo di 15 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni con disabilità.
Le classi della scuola secondaria di I grado sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 27 studenti.
Le classi della scuola secondaria superiore sono costituite con un numero minimo 27 studenti. Eventuali iscritti in eccedenza sono ridistribuiti nelle classi dello stesso istituto, sede coordinata e sezione staccata, senza superare il numero di 30 studenti per classe.