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Perché prof Maggi ha deciso di fare l'insegnante: il retroscena

Tra i prof più amati del Collegio, Andrea Maggi è docente di Italiano alle scuole medie: ma perché ha deciso di fare l'insegnante? Il retroscena

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Immaginate un’aula magna gremita: 350 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 20 anni, curiosi, attenti, pronti a incalzarti con domande sul tuo presente, passato e futuro. È lo scenario in cui si è trovato Andrea Maggi, scrittore e insegnante diventato uno dei prof più noti del Collegio. Di fronte a quella platea, gli studenti non si sono trattenuti: gli hanno chiesto di tutto, dalle scelte professionali alle motivazioni che lo hanno portato a diventare docente. Maggi ha aperto una finestra sui retroscena della sua vita, raccontando anche perché, ai tempi dell’università, decise di lasciare Ingegneria per iscriversi a Lettere.

Andrea Maggi racconta perché ha scelto di diventare insegnante

“Lei è veramente un professore?”. Lo ha chiesto una giovane ad Andrea Maggi, ospite de La conferenza stampa, il format di Rai Play che vede 350 studenti in veste di giornalisti davanti a un personaggio pubblico.

“Me lo chiedono in tanti”, ha esordito il prof, che è diventato un volto noto grazie alla sua partecipazione a programmi come Il Collegio e Splendida cornice. “Io sono veramente un professore, insegno da 21 anni. Ho insegnato anche al liceo, ma insegno soprattutto alla scuola secondaria di primo grado. Insegno italiano, storia e geografia, ma potrei insegnare anche latino. Poi se volete posso tagliare anche la siepe, faccio un sacco di cose”, ha aggiunto con ironia.

“Ha deciso di diventare professore perché era scarso a calcio o ci sono altri motivi?”, ha domandato un altro ragazzo. Maggi, sorridendo, ha subito precisato: “Innanzitutto io non sono scarso a calcio, sono un discreto centrocampista, ala fluidificante”.

Poi è entrato nel merito della sua scelta professionale: “Ho deciso di fare l’insegnante perché volevo un lavoro che mi mantenesse in stretto contatto con la letteratura“. Maggi ha osservato che molti colleghi avrebbero risposto di aver scelto la scuola per stare vicino ai ragazzi, ma ha ribadito che per lui la motivazione principale era un’altra: “Volevo parlare di letteratura. E con chi? Con il pubblico più propenso ad ascoltare, cioè i giovani”. E, scherzando, ha aggiunto: “Quando parlavo di letteratura al pub con i miei amici nessuno mi ascoltava”.

Perché prof Maggi lasciò Ingegneria all’università e iniziò Lettere

Altro giro, altra domanda: “Lei all’università si è iscritto prima a Ingegneria per poi cambiare e andare a Lettere. Si era accorto che Ingegneria era più difficile o le mancavano le ragazze?”.

“Entrambe le cose”, ha risposto ridendo. “Oggi è diverso, però quando entrai alle prime lezioni le aule erano piene di soli maschi”. Poi, tornando, ha proseguito: “Non era proprio il mio Ingegneria. Io mi ero iscritto perché pensavo di voler fare l’ingegnere, in realtà no“.

E ha ricordato l’episodio che gli fece capire tutto: “Un giorno ho ascoltato una lezione di Analisi 1 in cui la professoressa raccontò un aneddoto a proposito di un teorema di un matematico che scrisse questo teorema la notte prima di morire. E come morì questo matematico? Morì durante un duello perché sfidò un giovane coetaneo che aveva offeso una ragazza. Quindi, per riparare all’onore di questa ragazza, il matematico sfidò a duello il fellone che l’aveva offesa, si beccò una palla di proiettile nella pancia e morì. Io questa storia la trovai bellissima, e mi accorsi che ero più attratto dalle storie che dalle formule“.

Dopo una sola settimana di lezioni, andò in segreteria per cambiare facoltà: “La segretaria si alzò in piedi, mi strinse la mano e mi disse: ‘Complimenti, lei è il primo dell’anno accademico’. E io: ‘Almeno sono primo in qualcosa'”.

Il retroscena sui nomi degli ex studenti di prof Maggi

Tra i vari siparietti, uno dei più divertenti riguarda la memoria del prof: “Si ricorda tutti i suoi ex studenti?”, gli ha chiesto un giovane.

“No, assolutamente”, ha ammesso. “A volte faccio delle figuracce perché mi vengono a trovare degli ex studenti, oppure li incontro, che ormai sono grandi, alcuni hanno 35 o quasi 40 anni. Mi guardano e mi dicono: ‘Prof, si ricorda di me?’. Ovviamente no, non me li ricordo. Ma io rispondo: ‘Certo che mi ricordo. Sì, tu eri in …’ e cerco di non finire le frasi. Me le completano loro e faccio anche bella figura. Però no, non me li ricordo assolutamente, mi ricordo solo qualcuno. Con l’avanzare dell’età è come avere la dinamite nel cervello: ti esplodono delle parti e non ti ricordi”, ha concluso con ironia.

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