Perché Prof Schettini non usa più la tecnologia a scuola
Prof Schettini, in un'intervista, ha spiegato perché non vuole usare la tecnologia in classe con i suoi alunni e ai dispositivi preferisce la carta
Il dibattito sull’uso di dispositivi tecnologici e intelligenza artificiale a scuola come supporto per i docenti vede gli insegnanti avere pareri discordanti. Su questo tema, in un’intervista, prof Schettini ha spiegato perché lui ha deciso di non usare la tecnologia durante le lezioni in classe con gli studenti.
Prof Schettini e la tecnologia a scuola
Prof Schettini è uno degli ospiti della decima edizione del festival “Informatici senza frontiere” in programma dal 6 all’8 novembre a Trento, dove interverrà sul tema “Big data”.
Intervistato da L’Adige, Vincenzo Schettini ha parlato di scuola e tecnologia. Il docente di Fisica ha raccontato di essere stato entusiasta quando nella scuola dove insegna a Castellana, nel 2016 la preside annunciò l’idea di far diventare le classi digitali.
“Che bello, pensavo, chissà che grande rivoluzione fare lezione con l’iPad!”, ha detto il prof aggiungendo di essere stato uno dei primi a usare la tecnologia in aula, “per esempio per fare mappe concettuali”.
Dopo poco tempo il docente si è però accorto che i ragazzi di 14 anni “avrebbero usato i dispositivi per fare altro“.
“Si è creato un cortocircuito – ha spiegato – per cui o sei un insegnante carismatico e li prendi fino al midollo, oppure gli studenti non ti seguono perché per loro lo smartphone è una sala giochi aperta 24 ore su 24. Poi vedo in giro bambini di otto anni con il telefono in mano e penso che i genitori non hanno capito la pericolosità del mezzo”.
Ora prof Schettini ha ammesso di non usare più alcun dispositivo tecnologico in classe. “Sono tornato alla carta. I ragazzi sono di per sé drogati di strumenti digitali – ha evidenziato – perché noi insegnanti dovremmo continuare a farglieli tenere anche in classe? L’unico strumento che utilizzo è il monitor semplicemente perché così ho più spazio con due lavagne, quella tradizionale e quella digitale”.
Come insegnare ai ragazzi e cosa chiedono a Schettini
Alla domanda su cosa i giovani chiedano a prof Schettini, l’insegnante ha risposto che riceve richieste su tutto e che spesso i ragazzi lo ringraziano per esempio scrivendogli: “Mi hai salvato con le tue lezioni di Fisica, vai avanti perché ne aiuterai altri”.
Tanti altri invece gli fanno domande sulla sfera personale, gli chiedono “come affrontare i genitori, le scelte da fare”. “Penso che gli adolescenti di oggi tendano a sentire ansia perché non riescono a capire il mondo in cui sono”, ha detto il prof.
Un consiglio di Schettini ai genitori è quello di pensare “a quando eravamo figli noi e di ricordare tutti i no che ci hanno detto. Abbiamo avuto un percorso educativo migliore proprio grazie ai divieti che abbiamo ricevuto”.
Il prof invece invita gli insegnanti a “non spaventarsi in questo periodo che è di grande transizione. Continuiamo invece a conservare la bellezza della nostra professione, troppo spesso denigrata e maltrattata. Fare il professore significa stare tra i ragazzi e trasmettere la passione per la materia, solo questo è determinante. Tutto il resto è demanding nei nostri confronti: l’alternanza scuola lavoro, l’assistenza psicologica, i progetti vari… non dobbiamo farci opprimere”.
L’allarme di prof Schettini sull’IA
Recentemente Schettini ha anche parlato dell’intelligenza artificiale lanciando un allarme.
“L’Intelligenza Artificiale è entrata prepotentemente nel mondo dello studio, dell’apprendimento e dell’imparare qualcosa”, ha detto Schettini che avvisa i giovani sul rischio di un uso sbagliato di questa tecnologia.
Secondo il prof i giovani con l’IA tendono “a imparare sempre meno e in maniera sempre più frettolosa”.