Perché sono peggiorati qualità e tempo dello studio dei ragazzi
La qualità e il tempo dello studio di ragazzi e ragazze è peggiorato: ecco quali sono i possibili motivi e quali le soluzioni per aiutarli
Studenti e studentesse non studiano più come una volta. A svelarlo sono stati i docenti protagonisti di un’indagine, che ha rivelato una percezione degli insegnanti: la qualità e il tempo che ragazzi e ragazze dedicano allo studio sarebbero, infatti, peggiorati. I motivi possono essere diversi, ma in ogni caso gli esperti suggeriscono interventi mirati e tempestivi per aiutare i giovani a ritrovare le giuste modalità per poter affrontare la scuola al meglio.
Qualità e tempo di studio dei ragazzi in diminuzione
L’AIE, l’Associazione Italiana Editori, ha presentato alla Camera dei Deputati un’indagine dal titolo "Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa, quando l’IA entra in classe". L’occasione è stata la partecipazione al convegno "Il Valore della Conoscenza". La ricerca è stata condotta su un gruppo di 3.399 insegnanti italiani della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e di secondo grado.
L’indagine, che ha anche svelato che 7 docenti su 10 usano l’intelligenza artificiale per la didattica a scuola, ha scoperto che secondo due docenti su tre sono peggiorate nel corso degli anni la qualità e il tempo dello studio dei ragazzi e delle ragazze. Una percezione che riguarda moltissimi professori che tutti i giorni si confrontano con studenti e studentesse dai 6 anni in su.
Per quale motivo gli studenti studiano "peggio"
Sono diverse le motivazioni per cui ragazzi e ragazze sarebbero peggiorati nello studio. Di sicuro si può notare una diminuzione del tempo che viene dedicato ai compiti a casa e al ripasso delle materie per prepararsi per eventuali interrogazioni e compiti in classe.
Inoltre, secondo gli esperti una delle cause potrebbe anche essere il fatto che per gli studenti e le studentesse hanno maggiori difficoltà a comprendere testi complessi. Infine, anche l’intelligenza artificiale potrebbe intervenire a giocare un ruolo non indifferente in questa situazione. Sempre più alunni utilizzano, infatti, l’IA per fare i compiti che i prof assegnano a casa.
Come aiutare ragazzi e ragazze a migliorare nello studio
Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIE, come riportato dal quotidiano La Repubblica. si dice preoccupato del fatto "che i docenti avvertano un peggioramento della qualità dell’apprendimento negli ultimi cinque anni". Secondo lui "l’editoria scolastica ha un ruolo strategico" e bisognerebbe intervenire in questo settore per aiutare ragazzi e ragazze. Bisogna considerare che dall’indagine è emerso che i prof continuano a usare in larga misura i libri scolastici, sia in classe sia per assegnare i compiti a casa.
Giorgio Riva, presidente del Gruppo educativo dell’Associazione Italiana Editori, ha, poi, aggiunto che si dovrebbero pensare delle strategie per risolvere il problema. Potrebbe essere necessario "introdurre per le famiglie la detrazione fiscale dei libri di testo almeno fino alla scuola dell’obbligo", ma anche intervenire per garantire "processi rapidi e semplificati per l’erogazione di fondi alle famiglie meno abbienti" e "tenere conto della nostra pianificazione editoriale pluriennale".
Secondo Riva potrebbe essere necessario anche dare "attenzione e sostegno a chi opera nel settore della scuola primaria", che è quello "maggiormente impattato dalla denatalità" e "modificare il decreto 781/2013 per tenere conto degli investimenti degli editori".