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Roberto Vecchioni ANSA

Perché studiare greco e latino: la lezione di Prof Vecchioni

Il cantautore e professore Roberto Vecchioni è tornato a invitare i giovani a studiare il mondo classico perché "lì è l'origine di tutto"

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Roberto Vecchioni non ha mai nascosto la sua passione per il mondo classico. Il cantautore e professore di lettere ritiene che sia “l’origine di tutto”, per questo l’artista ha spesso invitato i giovani a studiare la storia degli antichi greci e romani e anche le lingue di queste antiche civiltà.

Perché studiare greco e latino secondo Vecchioni

Roberto Vecchioni ha lanciato un invito alle nuove generazioni, nel corso di un’intervista a Il Giorno, suggerendogli di “non procedere in accelerazione, ma di soffermarsi sull’ascolto e coltivare l’antico per comprendere il presente”.

Il prof ha più volte promosso lo studio del mondo classico e del latino e greco.

Il motivo è che in queste lingue e antiche civiltà “è l’origine di tutto“.

“Non esiste nessuna disciplina del nostro mondo occidentale che non derivi da qualche cosa che sia nata in Grecia. L’astronomia, la poesia, la tecnica, la matematica – ha spiegato il cantautore – tutto è venuto dal greco. Si scriveva la poesia forse anche meglio di adesso. Ancor prima di Galileo ci si chiedeva se la terra fosse rotonda. Ci hanno consegnato un mondo di interrogativi”.

Mentre oggi le nuove generazioni, secondo Roberto Vecchioni, non sempre si pongono delle domande.

“Si sono già resi conto che forse serve a poco, perché il mondo fuori, quello costruito disumanamente dai loro padri e dai loro nonni, non è né scienza, né arte, tanto meno futuro. Hanno inventato un loro gergo, un loro stilema, un modo di considerare la vita che è una specie di rifugio, in fin dei conti. Questo è bene e male: bene perché è un rifugio, male perché ci si dimentica che il mondo li ha messi nella situazione di crearselo”, sono le parole del poeta e scrittore.

Dove nasce la passione di Vecchioni per il mondo classico

Alla domanda sull’origine della passione di Vecchioni per il mondo classico, il cantautore di Samarcanda ha risposto che è innata, “è cioè un modo di aprire gli occhi e vedere il mondo in un modo diverso da tante altre persone”.

Per l’artista è “come un complesso di armonie diverse, strane, difficili, che si devono incastrare in qualche maniera”.

“Apprezzando la capacità della natura di mettere i colori sempre nel posto giusto – ha spiegato – e degli uomini, quelli migliori, di aver costruito case, ponti. Il concetto fondamentale dell’antichità, della grecità soprattutto, era che tutte le cose dovessero andare al proprio posto e di costruire una figura che ti riempisse, che ti desse la pienezza delle soddisfazioni della vita. Io sento una grande forza da tutto ciò che di bello hanno fatto gli uomini. Naturalmente ancora di più da quello che ha fatto Dio”.

Partendo da questo riconoscimento delle capacità degli esseri umani e dall’apprezzamento di chi tenta di migliorare il mondo, Vecchioni ha lanciato ai giovani un importante messaggio ovvero che “il mondo va vissuto, non lasciato lì. E, soprattutto, ci sono gli altri: è impossibile conoscere il mondo solo nel nostro orticello. Il mondo è fatto di tante cose che a noi sembrano anche assurde, ma che hanno una connotazione di valore importantissima”.