Perché studiare Medicina o Legge potrebbe essere ormai inutile
Perché per Jad Tarifi, fondatore del primo team di IA generativa di Google, studiare Medicina o Legge all'università potrebbe essere ormai "inutile"
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo ogni settore della nostra vita. Ma cosa significa tutto questo per i giovani che si stanno preparando a scegliere il proprio percorso accademico e professionale? Le discipline tradizionalmente considerate sicure sono davvero a prova di futuro? In un contesto in continuo mutamento, Jad Tarifi, fondatore del primo team di IA generativa di Google, sostiene che studiare Medicina o Legge potrebbe essere ormai “inutile”.
Fare Medicina o Giurisprudenza all’università potrebbe essere “inutile”
Il settore dell’istruzione superiore, con i suoi percorsi lunghi e altamente specializzati, si trova ad affrontare una sfida senza precedenti: l’avanzata dell’intelligenza artificiale. In questo contesto, percorsi di laurea come quelli in Medicina e Giurisprudenza sono “a rischio”. Lo ha detto, in un’intervista a Business Insider, Jad Tarifi, fondatore del primo team di IA generativa di Google e e oggi a capo della sua startup Integral AI.
Secondo l’esperto, il problema principale di queste discipline risiede nel loro metodo di apprendimento, definito “obsoleto e basato sulla memorizzazione”. In un’era in cui le informazioni sono accessibili istantaneamente, dedicare anni a immagazzinare dati che l’IA può elaborare in pochi secondi potrebbe, a suo dire, equivalere a “buttare via otto anni” della propria vita.
La sua visione non si limita al campo medico o legale, ma si estende a qualsiasi percorso che non si evolva parallelamente ai progressi tecnologici, mettendo in discussione la logica stessa che ha guidato l’istruzione universitaria per decenni.
“L’IA stessa sarà superata quando avrai finito il dottorato – ha aggiunto Tarifi -. Anche questioni come l’applicazione dell’IA alla robotica saranno già state risolte per allora. Quindi, o ti specializzi in qualcosa di nicchia come l’IA per la biologia, che è ancora nelle sue primissime fasi, o non ti specializzi affatto”.
Cosa dovrebbero fare gli studenti secondo Jad Tarifi
Di fronte a questo scenario, Jad Tarifi ha dato un consiglio ai futuri studenti universitari. Piuttosto che inseguire il “dottorato” per cavalcare l’onda dell’IA, l’esperto ha suggerito di concentrarsi su competenze umane che l’intelligenza artificiale non può replicare.
Le abilità più preziose nell’era dell’IA, a suo avviso, sono le competenze sociali e l’empatia. Questo perché, mentre le discipline scientifiche possono essere apprese, l’abilità di creare “prompt” efficaci per l’IA richiede “un’intelligenza emotiva” e un “buon gusto” che derivano dalla sensibilità e dalla comprensione del mondo.
Tarifi ha suggerito agli studenti di investire tempo in un percorso di crescita personale “più interno”: “Medita. Socializza con i tuoi amici. Impara a conoscere te stesso a livello emotivo“.
Il suo messaggio è chiaro: “Se sei insicuro, dovresti decisamente optare per il ‘no’ (al dottorato) e concentrarti semplicemente sul vivere nel mondo. Ti muoverai molto più velocemente. Imparerai molto di più. Sarai più adattabile ai cambiamenti“.
Parlando delle specializzazioni in intelligenza artificiale, l’esperto ha spiegato che “non è necessario padroneggiare ogni singolo dettaglio per lavorare nel settore”. E ha raccontato: “Ho un dottorato in IA, ma non so come funziona l’ultimo microprocessore”.
Per spiegare meglio la sua posizione, ha aggiunto: “Per esempio, puoi saper guidare un’auto, però potresti non conoscere ogni singola cosa del veicolo. Ma sapere cosa fare se qualcosa va storto è abbastanza”.