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Piano Casa, cosa cambia per gli alloggi dei fuori sede iStock

Piano Casa in Gazzetta Ufficiale, cosa cambia per i fuori sede

Il decreto con le "Disposizioni urgenti per il Piano Casa" è in Gazzetta Ufficiale, l'obiettivo è aumentare l'offerta di abitazioni accessibili

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Per molti studenti e lavoratori fuori sede, la ricerca di una stanza o una casa in affitto rappresenta una delle maggiori difficoltà. Soprattutto nei grandi centri urbani, dove si trovano le più università più grandi, i costi di un immobile in locazione sono in continua crescita. Il decreto sul Piano Casa punta ad ampliare l’offerta di abitazioni accessibili proprio per le categorie che più ne hanno bisogno.

Il decreto sul Piano Casa

Il 7 maggio 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 66 contenente le "Disposizioni urgenti per il Piano Casa".

Il provvedimento, in vigore a partire dall’8 maggio, introduce misure straordinarie per aumentare la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili attraverso interventi di edilizia pubblica, sociale e integrata.

Il decreto punta alla realizzazione e valorizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale, anche tramite il recupero e la riconversione di immobili pubblici non utilizzati o non redditizi, oltre a programmi di rigenerazione urbana e contrasto al degrado edilizio e sociale.

In pratica sono previsti interventi di sostituzione edilizia, recupero del patrimonio immobiliare pubblico e realizzazione di alloggi destinati alla vendita o alla locazione a prezzo calmierato.

L’obiettivo è proprio quello di incrementare l’offerta sostenibile di abitazioni accessibili, in particolare nelle aree dove il costo degli affitti rende difficile l’accesso alla casa.

Nel testo si parla anche di studenti e lavoratori fuorisede, tra cui i docenti: "Gli interventi sono finalizzati, in particolare, a fornire una risposta ai fabbisogni abitativi dei giovani e degli studenti universitari, dei lavoratori fuori sede, delle giovani coppie e dei genitori separati, ovvero a realizzare modelli di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane (senior cohousing) e di coabitazione intergenerazionale (cohousing intergenerazionale)".

Cosa cambia per studenti e lavoratori fuori sede

Il decreto individua espressamente le categorie alle quali sono destinati, in via prioritaria, gli interventi del Piano Casa e che sono appunto giovani, studenti universitari, lavoratori fuori sede, giovani coppie e genitori separati.

A loro sarebbe diretta l’offerta di abitazioni a costi ridotti rispetto alla media. Il provvedimento parla poi di modelli di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane, definiti "senior cohousing", e forme di cohousing intergenerazionale.

Le misure dovranno essere attuate nel rispetto dei requisiti reddituali e patrimoniali previsti dalla normativa vigente. Il decreto dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il commento di Meloni e Valditara

A Sky TG24, la premier Giorgia Meloni, nel descrivere il Piano Casa, ha citato proprio il caso dei docenti fuori sede.

"Facciamo il caso di un insegnante che ha uno stipendio netto di 1700 euro al mese. Fa fatica a pagare un mutuo in alcune grandi città. A Milano per un appartamento di 42 metri quadri paga mediamente più di mille euro al mese, significa un’incidenza del 63% sullo stipendio. Stessa cosa per quanto riguarda l’affitto", ha spiegato.

"Con il meccanismo che abbiamo previsto lo stesso insegnante arriverà a risparmiare almeno 350 euro al mese di mutuo, ossia 4200 euro all’anno in più, più di due mensilità di stipendio", ha concluso.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha invece detto: "Rilevo con soddisfazione che nel documento finale, che sintetizza i contributi delle diverse parti coinvolte, la mia richiesta è stata completamente accolta".

"Nei futuri progetti di edilizia residenziale sociale – ha aggiunto – verranno destinati alloggi a prezzi calmierati anche ai professionisti della scuola, con particolare attenzione a quanti si trasferiscono per motivi di lavoro, in una logica di costituzione di sistemi residenziali in grado di soddisfare politiche specifiche e al contempo di garantire un’elevata qualità relazionale e abitativa dei nuovi insediamenti".