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Boom di richieste di prestiti per laurearsi in Italia con il Fondo Studio iStock

Più giovani chiedono prestiti per studiare: cos'è il Fondo Studio

In Italia la laurea si paga sempre più a rate, è boom di richieste di prestiti e accesso al Fondo Studio garantito dallo Stato: di cosa si tratta

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Sempre più giovani ricorrono al Fondo Studio per studiare all’università, frequentare un master o specializzarsi: negli ultimi mesi si è infatti registrato un boom di richieste di prestito per affrontare gli studi senza dover sostenere subito tutti i costi, gravando spesso sulla famiglia. Ma di cosa si tratta nello specifico e come funziona?

Boom di richieste di prestiti per lo studio in Italia

Anche in Italia il fenomeno dei prestiti per lo studio sta prendendo sempre più piede e un numero crescente di studenti ne è interessato. In poco più di due mesi, sono state ben 1.014 le richieste per accedere al Fondo Studio, lo strumento gestito dalla Consap, società controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, che permette agli studenti meritevoli di finanziare la propria formazione attraverso un prestito garantito dallo Stato. Come riporta il Corriere della Sera, la maggior parte di tali richieste di prestito arriva da tre regioni: Sicilia, Campania e Puglia.

Cos’è il Fondo Studio e come funziona

Il ruolo del Fondo Studio è quello di agevolare l’accesso al credito grazie a un prestito garantito dallo Stato, come spiega il sito della Consap. Non si tratta di una borsa di studio, ma di un prestito garantito dallo Stato pensato per finanziare il percorso di studi dei giovani.

Nell’ultimo anno, grazie al Decreto Interministeriale 17/11/2025 pubblicato nella G.U. n. 19 del 24/1/2026, sono state introdotte interessanti novità che ne hanno rilanciato l’utilità. Ad esempio, sono stati ampliati i corsi finanziabili, è stato digitalizzato l’intero processo e aumentato il plafond a disposizione del singolo studente.

Ad essere coperta dal Fondo Studio è una quota del prestito pari al 70%, con l’erogazione in tranche annuali fino a un massimo di 15mila euro per ogni anno residuo di corso. Il tetto complessivo è di 50mila euro, che sale a 70mila euro per coloro che studiano all’estero.

Questo strumento è rivolto agli studenti meritevoli, con un’età compresa tra i 18 e i 40 anni, regolarmente iscritti a un corso di laurea, di Master o di Scuola di specializzazione. Sono compresi anche gli iscritti a un dottorato, a un corso di lingue o a un percorso degli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy). Ma cosa si intende per meritevoli? Per poter accedere al Fondo è infatti necessario possedere determinati requisiti di merito: un voto di almeno 75/100 alla maturità o 100/110 alla laurea triennale.

Per ottenere le rate successive alla prima, gli studenti devono dimostrare di essere iscritti all’anno accademico successivo e aver superato almeno la metà degli esami previsti dal loro piano di studi (oppure, nel caso degli ITS Academy, aver frequentato almeno l’80% delle lezioni).

Come restituire il prestito garantito dal Fondo Studio? Il rimborso può avvenire in un periodo compreso tra tre e quindici anni, ma non inizia prima di 30 mesi dall’erogazione dell’ultima tranche. Non sono richieste ulteriori garanzie da parte delle banche (che al momento sono 8 tra quelle che hanno aderito all’iniziativa in Italia): nel caso in cui non avvenga il rimborso, il Fondo copre il 70% della somma insoluta e successivamente ne richiede il recupero al beneficiario.

Italia a confronto con gli altri Paesi del mondo

La laurea, quindi, si paga sempre più a rate anche in Italia, che resta però indietro rispetto a molti altri Paesi del mondo. Basti pensare al fatto che il ricorso ai prestiti per finanziare gli studi universitari è già una realtà consolidata negli Stati Uniti: lì il debito studentesco complessivo supera i 1.810 miliardi di dollari, con una media di 37.400 dollari per ciascun debitore.

Anche il Regno Unito conta numerosi laureati che terminano gli studi con un debito medio di circa 53mila sterline, il più elevato d’Europa. Nei Paesi Bassi, oltre 1,6 milioni di studenti hanno un prestito attivo. Diverso il modello dei Paesi scandinavi, dove l’università pubblica è gratuita o quasi e il welfare garantisce borse di studio e prestiti agevolati, sebbene molti studenti ricorrano comunque a finanziamenti per sostenere le spese di vita. In Australia, infine, il rimborso dei prestiti è legato al reddito: i pagamenti iniziano solo una volta superata una determinata soglia di guadagno e, nel 2025, il governo ha anche cancellato circa il 20% del debito studentesco nazionale.