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Il ministro Giuseppe Valditara Ansa

Polemica tracce Maturità 2026: Valditara difende i temi scelti

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha difeso le tracce del tema della Maturità, parlando anche dell'orale e della scena muta

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha risposto alle polemiche sollevate in merito alle tracce della prima prova scritta dell’esame di Maturità 2026. Per quello che riguarda i temi scelti, che sono stati proposti a una platea di più di 500mila di studenti e studentesse, il titolare del dicastero di viale Trastevere a Roma ha difeso le decisioni prese.

La difesa di Valditara dei temi scelti per la Maturità 2026

Intervistato da Sky TG24, il ministro Giuseppe Valditara ha spiegato che le tracce scelte per la prima prova scritta della Maturità 2026 "ci parlano in modo forte, ci lanciano dei messaggi, qualche traccia forse ci scuote anche. Sono tracce che toccano da vicino temi di attualità".

Nel suo intervento, Valditara ha fatto l’esempio di Frank Füredi e del testo "I confini contano", precisando "che ovviamente non sono, nel caso di specie, i confini fra le nazioni, ma sono i confini dell’io e quindi il rispetto verso l’altro. Ma poi, soprattutto in questo caso, il tema del confine fra generazioni, fra l’adolescenza e il mondo adulto".

Il ministro spiegato che l’autore ha notato "che si è persa un po’ questa idea di confine tra adolescenza e mondo adulto. Tanto è vero che i sociologi parlano di adultescenza, questa difficoltà a maturare. Allora, per un esame di Maturità che torna ad essere esame di Maturità, ecco il significato profondo: la responsabilità, l’autonomia, l’impegno, quindi l’acquisizione di una maturità che ci consente di crescere. È il momento del passaggio l’esame di Maturità".

In merito, invece, al tema della fatica, presente nella traccia dedicata a Mario Calabresi e al brano tratto dal libro "Alzarsi all’alba", il titolare del dicastero di viale Trastevere ha aggiunto: "La fatica è un tema disprezzato, devo dire che purtroppo è stato anche coinvolto in dibattiti politici, come se la fatica fosse ormai diventata una parola politicamente scorretta. Mentre invece non si ottengono risultati senza l’impegno e quindi senza anche la fatica. La fatica è qualcosa di importante".

Il ministro ha speso anche parole su un’altra traccia della Maturità, dedicata agli 80 anni dall’avvio dell’Assemblea costituente. "Il discorso di Saragat è bellissimo" perché "dice una verità profonda: la democrazia è prima di tutto un rapporto tra l’uomo ed un altro uomo. La qualità dei rapporti tra gli uomini all’interno di una nazione, all’interno di una Repubblica sono fondamentali per qualificare una vera e autentica democrazia".

Sul tema della memoria, invece, ha detto: "La capacità di collegare le generazioni: è in fondo anche un messaggio molto bello, i giovani ma con la memoria anche gli anziani. L’importanza anche di non dimenticare la saggezza, l’esperienza, il contributo che i nostri padri e i nostri nonni hanno dato anche per costruire quello che noi siamo e il mondo in cui viviamo".

E poi lo stupore. Al ministro è piaciuto particolarmente un passaggio dell’articolo di Wenke Husmann, quando la giornalista tedesca dice: "Mentre osservavo mia figlia sul prato gelato, provavo una certa nostalgia, o forse addirittura invidia. Non di saltellare in tondo come una bimba o di sentire in ogni conchiglia il suono di tutto l’universo. È che un mondo dove si può spiegare ogni magia è un mondo terribilmente triste".

Le polemiche sui temi della Maturità 2026

In merito alla prima prova della Maturità 2026, sono state diverse le polemiche sollevate. Una riguarda Cesare Pavese: la sua poesia "Passerò per Piazza di Spagna" scritta nel 1950 è stata oggetto della prima analisi del testo proposta tra i temi. Molti si sono detti stupiti della scelta, mentre sui social qualcuno ha commentato dicendo che nel programma di quinta superiore non si arriva quasi mai a questo scrittore. Ma sono state anche molte altre le critiche rivolte e che riguardano tracce ritenute "vecchie", non adatte ai giovani, non in grado di ascoltare la loro voce.

Prof Enrico Galiano, invece, ha polemizzato sul fatto che su sette tracce sono presenti sei autori uomini e una sola donna: "Maturità: femminile singolare. Un po’ troppo singolare però". In un secondo intervento sui social, il docente ha specificato meglio: "Posto che il nostro sguardo sul mondo si plasma anche in ragione di chi il mondo ce lo spiega e ce lo racconta, se io offro a ragazzi in formazione solo racconti e pensieri scritti da uomini, siamo sicuri che daremo loro tutti gli strumenti per comprenderlo, il mondo, o solo una parte di esso? Davvero pensiamo che non perdano niente di importante?".

Valditara sull’orale di Maturità e la scena muta dei maturandi

Nell’intervista il ministro Valditara è tornato anche a parlare della protesta di alcuni studenti e studentesse, che negli scorsi anni hanno fatto scena muta all’orale. Per lui l’esame deve valutare anche la maturità di studenti e studentesse e "chi fa scena muta per rifiutare, per contestare la maturità, per contestare l’esame, per motivazioni che nulla hanno a che vedere con le performance" viene valutato per la maturità dimostrata.

L’acquisizione di competenze è fondamentale per Valditara, così come la maturità raggiunta: "Il curriculum serve per raccontare quello che lo studente ha fatto, per raccontare sé stesso, per raccontare quello che ha fatto anche al di fuori della scuola".