Presidi contro Valditara per le lettere ai genitori: la polemica
Presidi e sindacati si sono scagliati contro il ministro Valditara che ha inviato tramite registro elettronico due lettere direttamente alle famiglie
I presidi e i sindacati sono sul piede di guerra e puntano il dito verso il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. L’oggetto di questo scontro sono le lettere inviate dal ministero ai genitori, che secondo i primi andrebbero in alcuni casi a limitare l’autonomia scolastica di ogni istituto. Da una parte ci sono i dirigenti scolastici e le sigle sindacali, che hanno esposto le loro ragioni, mentre dall’altra il titolare del dicastero di viale Trastevere ha risposto alle accuse.
Presidi e sindacati contro il ministro Valditara
Le comunicazioni alle famiglie che provengono direttamente dal ministero dell’Istruzione e del Merito non piacciono ai presidi e ai sindacati, che hanno deciso di spiegare perché non gradiscono questo comportamento.
In un anno, come denunciato dai dirigenti scolastici e dalle sigle sindacali, per ben due volte, Giuseppe Valditara ha deciso di dialogare direttamente con le famiglie, procedura non standard, visto che le comunicazioni tramite registro elettronico con alunni e genitori o tutori avvengono solamente tramite le scuole che pagano alle società di gestione per questo servizio. Il ministro, però, ha preferito far contattare dai suoi dirigenti i gestori del registro, facendo recapitare così ai genitori, direttamente sul loro smartphone, la comunicazione del ministro.
Valditara avrebbe potuto inviare la lettera alle scuole, che avrebbero provveduto poi a girarla sul registro elettronico a studenti e studentesse e genitori, ma così non è stato in due occasioni.
Le lettere ai genitori oggetto dello scontro
Questo contenzioso è venuto a galla in seguito all’ultima lettera che il ministero ha inviato alle famiglie il 16 aprile 2026. "Gentili genitori, desidero informarvi personalmente che il 9 aprile è stata avviata da Indire" un’attività di formazione del personale volta a "promuovere nei percorsi d’istruzione l’educazione al rispetto, alle relazioni, all’empatia e alla parità", si legge in questa comunicazione. Si tratta di un’attività dedicata all’insegnamento dell’Educazione civica, che tutti i docenti svolgono in classe in modo trasversale, includendola così nel programma di ogni materia.
Un’altra comunicazione diretta era arrivata il 22 maggio 2025: riguardava il "Piano estate", che invitava gli istituti scolastici a organizzare "progetti sportivi, musicali, teatrali, ricreativi, di potenziamento didattico". Se in quell’occasione, però, non si erano sollevate voci ufficiali di protesta, in seguito all’ultima missiva dirigenti scolastici e sindacati hanno deciso di far valere le proprie ragioni.
La Flc Cgil ha parlato apertamente di violazione dell’autonomia scolastica. All’indomani della lettera pubblicata, la responsabile dei dirigenti Flc, Monica Fontana, ha sottolineato "si tratta dell’ennesima violazione dell’autonomia scolastica che nei fatti mostra una profonda sfiducia nei confronti delle scuole chiamate a diffondere le iniziative di formazione rivolte al personale". Il sindacato, inoltre, ha chiesto al ministero di non "utilizzare i registri elettronici a fini propagandistici" e di ritirare la comunicazione.
Anp, l’Associazione nazionale presidi, e Cisl scuola, invece, hanno chiesto un coordinamento maggiore. "In più occasioni le famiglie si sono rivolte immediatamente alle scuole per avere chiarimenti su novità annunciate dal Ministero, trovando dirigenti e istituti non ancora informati o privi del tempo necessario per predisporre i necessari passaggi organizzativi e deliberativi". Le due organizzazioni "chiedono che ogni comunicazione rivolta alle famiglie tramite registro elettronico sia preceduta da una specifica informativa ai dirigenti scolastici con almeno 48 ore di anticipo e che eventuali ampliamenti del servizio scolastico siano programmati con tempi compatibili con l’aggiornamento del Ptof".
La replica di Valditara ai dirigenti scolastici
Il ministro Valditara a La Repubblica ha risposto alle accuse sull’uso diretto del registro elettronico per le comunicazioni con le famiglie: "Il preavviso che mi era stato chiesto è stato rispettato, ho inviato la comunicazione alle scuole due giorni prima di quella alle famiglie. Se gli istituti non controllano non è un problema del ministero. La prossima volta manderò un avviso con 72 ore di anticipo".