Prima prova Maturità 2026, i divieti e le regole da conoscere
Domani, giovedì 18 giugno, si terrà la prima prova della Maturità 2026: vediamo quali sono i divieti e le regole che i maturandi devono conoscere
La Maturità 2026 è ormai alle porte. Domani, oltre 527mila studenti affronteranno la prima prova, il tema di italiano. In vista di questo importante appuntamento, vediamo quali sono le regole e i divieti previsti durante lo svolgimento degli esami che i maturandi devono conoscere.
I divieti per la prima prova della Maturità 2026: tutte le regole
Il 9 giugno il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha diffuso una nota con le regole che devono essere rispettate dagli studenti (e anche dalle scuole) durante le prove della Maturità 2026.
Il divieto principale riguarda l’uso di smartphone, smartwatch e laptop. Come si legge nel documento pubblicato dal MIM, "è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, utilizzare a scuola telefoni cellulari, smartphone e smartwatch di qualsiasi tipo, dispositivi di qualsiasi natura e tipologia in grado di consultare file, di inviare e ricevere fotografie e immagini, nonché apparecchiature a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere".
Gli unici strumenti elettronici ammessi, ma solo alla seconda prova e negli istituti in cui sono previsti calcoli come il liceo scientifico, sono alcuni modelli di calcolatrici scientifiche e/o grafiche (qui l’elenco completo dei modelli consentiti)
Inoltre, "è vietato l’uso di apparecchiature elettroniche portatili di tipo palmare o personal computer portatili di qualsiasi genere in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni wireless, comunemente diffusi nelle scuole, o alla normale rete telefonica con qualsiasi protocollo".
Nella nota si sottolinea anche che nel corso dello svolgimento degli scritti "dovrà, di norma, essere disattivato il collegamento alla rete internet" di tutti i computer presenti all’interno delle scuole a esclusione di quelli utilizzati dai presidi (o chi ne fa le veci), dai direttori dei servizi generali e amministrativi (se autorizzati dai presidi) e dai referenti di sede.
La Struttura informatica del ministero, insieme alla Polizia postale, monitorerà eventuali utilizzi irregolari della rete o delle connessioni telefoniche.
Il compito di vigilare sul rispetto di queste regole è affidato ai membri della commissione, presidenti e commissari.
Cosa si rischia se non si rispettano le regole per la Maturità 2026
Cosa succede a chi viola i divieti? "Nei confronti di coloro che violassero tali disposizioni è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, l’esclusione da tutte le prove di esame", ricorda ancora il ministero.
Sul tema è intervenuta anche la Polizia di Stato con un comunicato, sottolineando che in caso di violazioni "è prevista l’invalidazione della prova e l’esclusione immediata del candidato dall’esame". La Polizia ha inoltre ricordato che lo smartphone deve essere consegnato alla commissione: è vietato tenerlo con sé anche se spento. Stessa cosa vale per gli smartwatch, anche se non collegati a internet, e per i dispositivi tecnologici e app che consentono di usare l’intelligenza artificiale pur senza connessione.
Questi divieti non sono teorici. Come ricordato da Il Sole 24 Ore, il Consiglio di Stato ha recentemente confermato la legittimità dell’esclusione immediata di una candidata sorpresa a maneggiare un cellulare durante la prima prova. La studentessa è stata bocciata.
Perché l’esame sia valido, infatti, è necessario che i maturandi sostengano tutte e tre le prove. Con la riforma della Maturità, che debutterà con l’esame di domani, gli studenti non potranno più fare scena muta volontaria al colloquio, come avevano fatto alcuni maturandi nel 2025 in segno di protesta. Anche in questo caso è prevista la bocciatura.