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Primo appello Medicina: come funziona l'esame e la materia temuta

Oggi è il giorno del primo appello del semestre filtro per l'accesso a Medicina: come funziona l'esame e qual è la materia più temuta dagli studenti

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il giorno è arrivato. Oggi, giovedì 20 novembre, si tiene il primo appello del semestre filtro per l’accesso a Medicina dopo la riforma. Quasi l’87% degli aspiranti camici bianchi ha deciso di partecipare ad almeno una delle prove previste per concorrere a un posto nelle facoltà mediche. Ma come funziona l’esame? E qual è la materia più temuta?

Oggi c’è il primo appello del semestre filtro di Medicina

È il giorno del primo appello del semestre aperto di Medicina. L’abolizione del test d’ingresso, infatti, non ha segnato la fine del numero chiuso: la selezione è stata semplicemente posticipata.

Nel periodo tra settembre e novembre, gli aspiranti medici hanno potuto seguire i corsi propedeutici organizzati dalle università nelle tre materie previste dalla riforma: Chimica e propedeutica e biochimica, Fisica e Biologia. E oggi, 20 novembre, a partire dalle 11, si svolge il primo appello, durante il quale ogni studente può sostenere da una a tre prove sulle discipline affrontate.

I risultati saranno pubblicati il 3 dicembre. Da quel momento ciascun candidato avrà 48 ore per decidere se accettare il punteggio ottenuto oppure rifiutarlo e ripresentarsi al secondo e ultimo appello, fissato per il 10 dicembre. Gli esiti della seconda sessione verranno pubblicati il 23 dicembre.

A quel punto, in base ai punteggi ottenuti, verrà stilata una graduatoria nazionale dalla quale saranno selezionati tanti studenti quanti sono i posti disponibili nelle facoltà mediche degli atenei italiani, che quest’anno sono 19.707 per le università statali.

La graduatoria nazionale sarà pubblicata il 12 gennaio 2026. Chi non rientrerà tra gli ammessi potrà proseguire il proprio percorso universitario in uno dei corsi affini scelti al momento dell’iscrizione al semestre filtro.

Come funziona l’esame del primo appello di Medicina

Ogni studente poteva iscriversi ad una, due o tre prove (una per ciascuna materia). Come specificato dalle linee guida ministeriali, è obbligatorio presentarsi entro l’orario indicato dal proprio ateneo e restare in aula fino al termine della terza prova anche nel caso in cui si decida di sostenere un solo esame.

Si parte con Chimica, segue Fisica, si chiude con Biologia. Ogni esame, che dura 45 minuti, consiste in 31 domande a scelta multipla o a completamento. Tra una prova e l’altra è previsto un intervallo di 15 minuti.

Per superare ciascun esame è necessario ottenere almeno 18 punti su 30. Il sistema di valutazione assegna 1 punto per ogni risposta corretta, 0 punti per le risposte non date e una penalità di -0,1 per ogni errore.

Il punteggio finale, espresso in trentesimi, viene arrotondato all’unità solo se pari o superiore alla soglia minima. Alcuni esempi: un 18,3 resta 18; un 18,5 diventa 19; un 19,4 rimane 19, mentre un 19,5 sale a 20. Sotto il 18 non è previsto alcun arrotondamento: un 17,8, ad esempio, non consente il superamento della prova.

Chi risponde correttamente a tutte e 31 le domande ottiene una valutazione di 30 e lode.

Qual è la materia più temuta del primo appello di Medicina

Circa l’87% degli studenti che hanno seguito i corsi del semestre aperto ha scelto di partecipare ad almeno una delle prove del 20 novembre. Tra le tre materie previste dal nuovo sistema di selezione, Fisica si conferma la più temuta, risultando quella che ha registrato il minor numero di iscritti.

Ecco i dati degli iscritti all’appello del 20 novembre per ciascuna prova:

  • Biologia 53.504 iscritti;
  • Chimica 53.433 iscritti;
  • Fisica 53.033 iscritti.

Il divario, seppur contenuto, suggerisce che molti candidati percepiscono la Fisica come l’ostacolo più difficile da affrontare rispetto alle discipline biologico-chimiche.

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