Primo giorno di scuola e foto figli: allarme di Telefono Azzurro
L'allarme di Telefono Azzurro sulla pubblicazione online di foto e video dei propri figli al primo giorno di scuola: quali rischi si corrono
Nell’era dei social network, sempre più genitori scelgono di immortalare il primo giorno di scuola dei propri figli con foto e video, spesso condivisi online. Tuttavia, Telefono Azzurro, onlus attiva dal 1987 per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha lanciato un allarme, invitando le famiglie a riflettere sui potenziali rischi legati alla diffusione di questi contenuti sul web.
- Allarme di Telefono azzurro: “Non pubblicate foto del primo giorno di scuola”
- Cos’è lo sharenting e quali sono i rischi
- Come tutelare i propri figli dallo sharenting
Allarme di Telefono azzurro: “Non pubblicate foto del primo giorno di scuola”
Il primo giorno di scuola 2025 è arrivato per la maggior parte degli studenti italiani. E i social sono pieni di foto che immortalano bambini e adolescenti con lo zaino sulle spalle, pronti a varcare le porte del nuovo anno scolastico. Questa pratica, seppur innocua, nasconde però dei rischi preoccupanti, come ha evidenziato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro.
“Non è difficile credere che quegli stessi scatti faranno il giro del mondo, e che potranno essere a disposizione di miliardi di persone e, inesorabilmente, anche di mostri pronti a utilizzare quelle immagini per generare, attraverso l’intelligenza artificiale, materiale pedopornografico da distribuire sui mercati internazionali”, ha avvertito Caffo.
“Spesso poi – ha aggiunto – non si pensa che quelle stesse foto, o quegli stessi video, possono consentire a quei mostri di presentarsi direttamente a scuola dai ragazzi o di intercettarli online per adescarli“.
“Molti genitori sottovalutano il lato peggiore della società digitale in cui viviamo: prima di esporre i propri figli ai rischi della rete è bene riflettere un istante in più sulle possibili conseguenze“, ha concluso il presidente di Telefono Azzurro.
Cos’è lo sharenting e quali sono i rischi
La condivisione online costante da parte dei genitori di contenuti che riguardano i propri figli e figlie ha un nome, come spiegato da Save the Children. Si tratta dello sharenting, un neologismo coniato negli Stati Uniti che deriva dalle parole ‘share’ (condividere) e ‘parenting’ (genitorialità).
Sul proprio sito, l’organizzazione ha elencato quali sono i rischi di questa pratica:
- violazione della privacy e della riservatezza dei dati personali, visto che la privacy è un diritto anche dei minori;
- mancata tutela dell’immagine del bambino o della bambina, considerando la permanenza dei contenuti online e la possibilità di essere a disposizione di chiunque;
- ripercussioni psicologiche sul benessere dei più piccoli, che durante la crescita dovranno fare i conti con il loro essere stati esposti pubblicamente;
- rischio di diffondere contenuti utili ad alimentare materiali pedopornografici;
- rischio di adescamento. La pubblicazione online di dati sensibili di figli e figlie, come lo sport praticato, la scuola frequentata, le abitudini, offrono materiale utile nei processi di avvicinamento e adescamento online.
Come tutelare i propri figli dallo sharenting
Save the Children offre anche cinque consigli utili per prevenire i rischi dello sharenting, che riportiamo di seguito.
- Conoscere le politiche sulla privacy degli ambienti digitali in cui si condividono contenuti; verificare e aggiornare spesso le impostazioni di privacy dei propri profili social e scegliere con chi condividere le immagini; impostare notifiche per essere avvisati quando il nome dei propri figli e figlie appare nei motori di ricerca (ad esempio, con Google Alert).
- Tutelare il più possibile l’immagine online dei propri figli e figlie, ad esempio condividendo online solo foto che non ritraggano direttamente il volto ed evitare di pubblicare le immagini intime, come ad esempio quelle del bagnetto.
- Non condividere minuziosamente passioni, abitudini quotidiane e informazioni personali dei propri figli e figlie.
- Parlarne costantemente con genitori, amici e parenti così da concordare insieme l’uso che si può fare delle immagini che ritraggono bambini e bambine, sia quando vengono condivise, sia quando vengono realizzate in momenti di convivialità, come le feste di compleanno.
- Se sono più grandi, chiedere sempre il consenso ai propri figli e figlie, trasformando la richiesta anche in un’occasione di comunicazione, relazione ed educazione digitale.
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