Primo giorno di scuola, il discorso di Schettini ai suoi studenti
Il discorso di prof Vincenzo Schettini ai suoi studenti per il primo giorno di scuola: "Tutto quello che imparerete vi servirà per essere critici"
Vincenzo Schettini, il celebre prof de ‘La fisica che ci piace’, ha fatto un appassionato discorso ai suoi studenti per il primo giorno di scuola.
Il discorso di prof Schettini agli studenti per il primo giorno di scuola
Nel suo intervento per l’inizio dell’anno scolastico, il professor Vincenzo Schettini ha voluto trasmettere agli studenti un messaggio di fiducia, responsabilità e consapevolezza. “La vita è stupenda, è bellissima, ha dei colori meravigliosi”, ha esordito, sottolineando però che “in questa vita va avanti chi è preparato”. Con le sue parole, il docente ha messo in guardia contro le scorciatoie: “Il raccomandato è una cosa vecchia. E anche se vi dovessero raccomandare, ricordatevelo: sarete schiavi a vita di chi vi ha raccomandato”.
Schettini ha così ribadito il valore dell’impegno personale, sostenuto dalla scuola, dai professori e dalle famiglie: “Noi vogliamo che voi vi possiate impegnare e puntare su voi stessi”. E la scuola, ha aggiunto, “è il posto più bello per fare questo”. Qui “tutto quello che imparerete vi servirà per essere critici. Oggi serve gente critica, non vi dovete fare imporre le cose”, ha evidenziato il docente.
Infine, prof Schettini ha invitato anche gli adulti a riflettere sul ruolo degli insegnanti, che sono anche loro “madri, padri, zii, nonni” e che vedono negli studenti una “generazione sulla quale puntare per farli diventare persone migliori, attraverso il sacrificio, attraverso lo studio, attraverso la rinuncia, attraverso il dolore e attraverso le soddisfazioni”.
Cos’ha detto Schettini sul nuovo divieto degli smartphone a scuola
L’anno scolastico 2025-2026 si apre con alcune novità, tra cui il divieto dell’uso degli smartphone a scuola anche alle superiori. Schettini ha commentato la decisione del ministero dell’Istruzione durante un incontro con gli studenti che ha pubblicato sui social.
“Grazie a quel maledetto apparecchio tutto è cambiato. Il telefonino ha corrotto questo posto che era puro”, ha detto il professore, sottolineando come a suo avviso la presenza dei cellulari abbia compromesso la qualità dell’ambiente scolastico.
Secondo Schettini, con gli smartphone “si fa lezione con confusione” e molti studenti si distraggono facilmente, iniziando a chattare di nascosto. “Se un divieto arriva è per un motivo, è perché qualcosa si è rotto”, ha aggiunto, invitando i ragazzi a riscoprire il valore delle relazioni autentiche.
Il professore ha ricordato come, prima dell’avvento dei cellulari, la ricreazione fosse un momento di socialità: “All’intervallo ci andavamo a sedere, a dire le scemenze fra di noi, a ridere. Questo dovete tornare a fare”.
Ha poi condiviso un ricordo personale: da bambino, in casa sua, vigeva il divieto di tenere accesa la televisione durante i pasti. All’inizio non gli piaceva, ma col tempo ha capito che veniva favorito il dialogo familiare, “perché quel silenzio ci costringeva a parlare, a comunicare davvero”. Ma oggi “con quel coso maledetto non abbiamo più silenzi”, ovvero momenti in cui comunicare autenticamente, faccia a faccia.
“Ma come instauri una relazione se non parli? Come affronti un’interrogazione se non parli? Noi docenti sono anni che vediamo i ragazzi venire alla lavagna muti, hanno paura di parlare. Sapete perché? Non perché non sanno le cose, ma perché non parlano più. Questo non va bene“, ha concluso Vincenzo Schettini.