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Primo giorno di scuola oggi 10 settembre: dove partono le lezioni

Oggi, 10 settembre, è il primo giorno di scuola per oltre un milione di studenti: le date dell'inizio delle lezioni e le novità del nuovo anno

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Sono oltre un milione gli studenti che oggi, mercoledì 10 settembre, tornano in classe per il primo giorno di scuola. Ma dove partono le lezioni? E quando si inizia nel resto d’Italia?

Dove iniziano le lezioni oggi 10 settembre

Dopo la provincia autonoma di Bolzano, dove la prima campanella dell’anno scolastico 2025-2026 è suonata lunedì 8 settembre, oggi è la volta di Trento, Valle d’Aosta, Piemonte e Veneto. Sono oltre un milione gli studenti che il 10 settembre tornano in classe per il primo giorno di scuola.

Nel dettaglio, come riportato da Ansa, sono 67.173 gli scritti alle scuole alle scuole trentine (l’anno scorso erano 67.871). Di questi, 23.422 alla primaria, 15.956 alle medie, 21.821 alle superiori e 5.974 ai corsi di istruzione e formazione professionale. Nelle scuole statali e provinciali del Trentino le classi sono 3.218 con 6.687 cattedre.

In Piemonte, come evidenziato da L’Agenda, l’anno scolastico inizia con un calo significativo di studenti: 8.103 in meno rispetto al 2024, che porta il numero totale a 485.830. Questa riduzione è riscontrabile anche nel numero delle classi, che sono 25.133 (-250).

Infine, in Veneto gli studenti che tornano tra i banchi di scuola sono quasi 600mila, mentre in Valle d’Aosta sono circa 15mila.

Primo giorno di scuola 2025 per regione

Dopo oggi, la prima campanella suonerà giovedì 11 settembre in Friuli Venezia Giulia e venerdì 12 settembre in Lombardia. Nella maggior parte delle regioni, il primo giorno di scuola è previsto per lunedì 15 settembre, mentre in Calabria e in Puglia si tornerà in classe martedì 16 settembre.

Di seguito l’elenco completo delle date di inizio dell’anno scolastico 2025-2026 regione per regione (in ordine di data):

  • Provincia autonoma di Bolzano: lunedì 8 settembre
  • Provincia autonoma di Trento: mercoledì 10 settembre
  • Piemonte: mercoledì 10 settembre
  • Veneto: mercoledì 10 settembre
  • Valle d’Aosta: mercoledì 10 settembre
  • Friuli Venezia Giulia: giovedì 11 settembre
  • Lombardia: venerdì 12 settembre
  • Abruzzo: lunedì 15 settembre
  • Basilicata: lunedì 15 settembre
  • Campania: lunedì 15 settembre
  • Emilia Romagna: lunedì 15 settembre
  • Lazio: lunedì 15 settembre
  • Liguria: lunedì 15 settembre
  • Marche: lunedì 15 settembre
  • Molise: lunedì 15 settembre
  • Sardegna: lunedì 15 settembre
  • Sicilia: lunedì 15 settembre
  • Toscana: lunedì 15 settembre
  • Umbria: lunedì 15 settembre
  • Calabria: martedì 16 settembre
  • Puglia: martedì 16 settembre

Le novità dell’anno scolastico 2025-2026

Il nuovo anno scolastico si apre con numerose novità, tra cui il divieto di utilizzare il cellulare anche alle superiori previsto dalla circolare 3392 del 16 giugno firmata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Con la riforma del voto in condotta, inoltre, il comportamento degli studenti a scuola diventa sempre più rilevante ai fini della valutazione finale. Coloro che concluderanno l’anno scolastico con 6 in condotta, dovranno presentare il compito di cittadinanza. Si tratta di un elaborato che approfondisce le ragioni della valutazione ricevuta e dovrà essere presentato al consiglio di classe nel mese di settembre. Questa prova assume il valore di un esame di recupero: se non superata, comporterà la bocciatura e la ripetizione dell’anno scolastico.

Tra le altre novità, il 4 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma della Maturità, che modifica in modo significativo la prova orale. Dall’esame 2026, il colloquio sarà incentrato solo su quattro materie di indirizzo scelte dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Inoltre, sostenere l’orale diventa obbligatorio. In caso di scena muta volontaria, è prevista la bocciatura anche se si sono raggiunti (o superati) i 60/100 con il credito scolastico e i punteggi delle prove scritte. Nella valutazione, sarà data maggiore importanza al percorso formativo complessivo del maturando, che terrà conto anche dell’educazione civica e della formazione scuola-lavoro, nuova denominazione dei Pcto. Infine, la riforma prevede la riduzione dei componenti della commissione d’esame: resta un presidente, ma i commissari passano da sei a quattro (due interni e due esterni).

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