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Prof accoltellata e violenza giovanile: appello di Valditara ANSA

Prof accoltellata e violenza giovanile, l'appello di Valditara

Il ministro dell'Istruzione e del Merito ha parlato, durante un evento, dell'aggressione di un 13enne a una docente in una scuola media

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il caso dell’accoltellamento da parte di uno studente 13enne a una professoressa in una scuola media sta facendo discutere e ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza e delle azioni di contrasto alla violenza giovanile. Durante l’evento "La scuola e il futuro: prospettive e responsabilità educative", il ministro dell’Istruzione e del Merito è intervenuto sulla vicenda.

Le parole Valditara sulla violenza giovanile

All’indomani di un altro episodio di cronaca accaduto a gennaio, Valditara ha diffuso una direttiva, con il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, in cui è stato stabilito che le scuole che lo desiderano possono installare dei metal detector.

Come riporta il Corriere della Sera, il ministro dell’Istruzione ha chiarito l’obiettivo della direttiva specificando che "sarebbe assurdo immaginare metal detector all’ingresso di qualsiasi scuola", ma "ci sono molte realtà difficili, complicate, dove oggettivamente c’è un disagio, dove gli insegnanti e gli studenti sanno che magari ci sono compagni che portano coltelli in classe".

Per Valditara in questi casi, "la scuola deve poter chiedere alle istituzioni protezione nei confronti degli studenti e nei confronti del personale scolastico. Poi, certo, questo è uno dei tanti strumenti, non è quello che risolve tutto".

La direttiva sui metal detector non è stata accolta con favore da tutti con diverse persone, come il pedagogista Daniele Novara, che non ritengono sia una strada efficace per contrastare la violenza giovanile.

L’appello di Valditara e le condizioni della prof accoltellata

Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha anche parlato delle condizioni della professoressa, che ha visitato in ospedale il 30 marzo.

"Sta molto meglio. Ieri abbiamo avuto un bellissimo colloquio di quasi un’ora. Abbiamo parlato della scuola, di tante problematiche", ha detto.

Valditara ha quindi lanciato un appello anche a nome della professoressa a tutti i genitori.

Il titolare dell’Istruzione ha invitati madri e padri "a essere sempre più vicini e attenti alla crescita dei propri figli, a non lasciarli soli, soprattutto quando sono ragazzini, con il cellulare e con i social".

Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione, sui social network

Della violenza giovanile a scuola ha parlato anche la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti ricordando invece "il caso del 17enne arrestato perché stava pianificando una strage a scuola rappresenta" e sottolineando come sia "un segnale gravissimo che non possiamo ignorare".

Per Frassinetti "dallo schermo dei social alla violenza reale, purtroppo, il passo può essere breve, e immaginare quale avrebbe potuto essere l’esito di questa vicenda è inquietante".

La sottosegretaria ritiene quindi necessario "intervenire rapidamente, anche adeguando il sistema normativo e rafforzando la collaborazione con i gestori delle piattaforme digitali, come già evidenziato dal Ministro Valditara".

Serve però anche "la responsabilità degli adulti e serve una vera alleanza educativa tra scuola e famiglia, fondata su regole condivise, presenza attiva e dialogo costante".

Paola Frassinetti ha sottilineato che "i ragazzi non possono essere lasciati soli davanti a uno schermo, così come non li lasceremmo soli in una piazza affollata". Si tratta di una sfida educativa oltre che tecnologica, "che richiede interventi urgenti ma anche una responsabilità diffusa da parte di tutta la comunità educante".