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Prof accoltellata, lo sfogo di Crepet sui ragazzi "incapaci"

Paolo Crepet commenta il caso della prof accoltellata da un 13enne in una scuola media di Roma: "Ragazzi incapaci di capire cos'è la frustrazione"

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Una professoressa di 66 anni è stata accoltellata da un suo studente di 13 anni all’interno della scuola media Giovanni Verga di Centocelle, a Roma. Sul caso è intervenuto lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, che ha richiamato l’attenzione sull'"incapacità" di molti adolescenti di gestire la frustrazione e ha parlato di una "grande responsabilità" degli adulti.

Studente di 13 anni accoltella la sua prof in una scuola a Roma

È successo il 18 settembre all’inizio della terza ora, nella scuola media Verga alla periferia est di Roma. Secondo le ricostruzioni, il 13enne avrebbe prima spruzzato dello spray urticante sul volto della professoressa e poi l’avrebbe colpita con un pugnale da sub con una lama di circa 20 centimetri, come riportato dal Corriere della Sera.

Il ragazzino indossava un elmetto da softair con lo smartphone fissato sulla visiera e avrebbe trasmesso l’aggressione in diretta tramite una videochiamata condivisa con alcune persone.

La docente è stata salvata da un altro studente, che avrebbe bloccato il compagno. La donna è stata poi trasportata in ospedale, da dove è stata dimessa con una prognosi di sette giorni.

Una volta condotto in caserma, il minorenne avrebbe spiegato così il suo gesto violento nei confronti dell’insegnante: "La odiavo, volevo punirla perché sono arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia", si legge sulle pagine del Corriere.

Gli inquirenti starebbero indagando su una possibile istigazione via social. Sul profilo TikTok del ragazzino, adesso chiuso, sarebbero stati presenti riferimenti ad Adam Peter Lanza, autore nel del massacro alla scuola elementare Sandy Hook in Connecticut nel 2012, e al russo Timofey Kulyamov, arrestato a dicembre 2025 per l’omicidio di uno studente e il ferimento di altre persone nella scuola di Uspenskaya, vicino a Mosca.

L’aggressione del 13enne alla sua professoressa non è un caso isolato. Nel corso dello scorso anno scolastico si sono registrati episodi simili in Italia, come quello della docente di francese accoltellata da un alunno di 13 anni nella scuola media di Trescore Balneario (Bergamo) lo scorso marzo. A maggio, invece, un 12enne ha tentato di accoltellare un suo insegnante in una scuola media di San Vito Lo Capo (Trapani). In tutti questi casi, i giovani aggressori hanno ripreso tutto con lo smartphone.

Cos’ha detto Crepet sul caso della prof accoltellata da un 13enne

Paolo Crepet ha commentato l’accaduto durante la puntata del 18 settembre di Ignoto X, su La7, parlando di una "assoluta incapacità di molti adolescenti a capire che cosa è la frustrazione". Per questi, ha spiegato lo psichiatra, "un qualsiasi inceppo, una qualsiasi sconfitta, grande o piccola che sia, è intollerabile".

Questi giovani, ha proseguito, "sono cresciuti senza avere la minima idea di che cosa vuol dire inciampare, fare una brutta figura, non andare bene a scuola, essere rifiutati da un ragazzo o una ragazza". E questo accade perché "sono cresciuti nella assoluta incapacità di capire che nella vita si può perdere".

Secondo lo psichiatra, tutto questo nasce da "una dimenticanza": a suo avviso ci siamo dimenticati quanto sia importante il gioco per un bambino. "Ognuno di noi ha giocato quando era bambino e ha perso. Perché quando giochi perdi, quindi costruisci degli anticorpi nei confronti di quella perdita. Sai che quella perdita è momentanea e non definitiva, non è un giudizio su di te, è una cosa che può capitare, da cui ci si riprende. Dopo una sconfitta si vince".

Molti ragazzi e ragazze di oggi, invece, "non hanno la più pallida idea di tutto questo perché non hanno giocato, e sono rimasti nelle loro camere da letto con la Playstation".

Questa, ha evidenziato Crepet, "è stata la nostra grande responsabilità da adulti. Lo facciamo da tanti anni e non ce ne accorgiamo", ha concluso.