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Prof aggrediti da studenti, Valditara contro i "cattivi maestri"

Giuseppe Valditara è intervenuto sul caso dei prof aggrediti a Parma da alcuni studenti parlando di "cattivi maestri": chi sono (secondo il ministro)

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

A Parma due professori sono stati aggrediti da un gruppo di ragazzi in un parco. L’aggressione è stata ripresa e il video è girato sui social. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dopo aver espresso solidarietà ai docenti, ha rilasciato un’intervista in cui ha affrontato il tema della violenza giovanile parlando di "cattivi maestri".

Studenti aggrediscono due prof a Parma: il caso

Un video che ritrae un gruppo di ragazzi mentre aggrediscono due professori dell’Itis Leonardo da Vinci di Parma nei pressi del parco Falcone e Borsellino. A pubblicarlo sui social, dopo che aveva fatto il giro di alcune chat, è stato il consigliere regionale Priamo Bocchi. Successivamente è stato condiviso anche dal sindacato degli insegnanti Gilda.

Tutto sarebbe iniziato fuori dalla scuola, giovedì 21 maggio, come raccontato da uno dei due insegnanti aggrediti. A riportarlo è Parma Today. Il professore avrebbe rimproverato un ragazzo alla fermata del bus che aveva dato un calcio a una lattina, finita contro la portiera di un’automobile. Successivamente, nei pressi del parco Falcone e Borsellino vicino all’Itis Leonardo Da Vinci, lo stesso docente è stato circondato e aggredito da alcuni adolescenti. Nel frattempo, è intervenuto un secondo insegnante, coinvolto in una colluttazione con altri ragazzi al termine della quale l’uomo finisce a terra, mentre un altro giovane lo colpisce sulla schiena.

"Nella consapevolezza della gravità di quanto accaduto e della circostanza che la scuola non può abdicare alla sua funzione educativa, si procederà ad investire gli organi collegiali competenti della valutazione di opportuni provvedimenti disciplinari, sempre volti ad una logica educativa, ferme restando le valutazioni di pertinenza di altre istituzioni", si legge su una nota diffusa dall’Itis Leonardo da Vinci firmata dal dirigente scolastico Giorgio Piva.

Gli insegnanti aggrediti hanno deciso di non sporgere denuncia. Dunque, nei confronti dei giovani aggressori non ci saranno ripercussioni penali ma solo sanzioni disciplinari.

Cos’ha detto il ministro Valditara sul caso dei prof aggrediti

Sull’episodio è intervenuto anche il ministro Giuseppe Valditara. Intervistato dal Giornale, ha parlato di un duplice "problema": da un lato la "scarsa integrazione" degli "italiani di seconda generazione", dall’altro una questione culturale che renderebbe casi simili molto più frequenti rispetto al passato: "Qualche decennio fa questi episodi erano impensabili".

Secondo Valditara, dietro ai casi di violenza giovanile "c’è un pensiero che favorisce una deriva culturale che ha eliminato le barriere che impedivano la diffusione di comportamenti aggressivi verso le istituzioni". Una visione che, a suo giudizio, porta a interpretare ogni intervento sanzionatorio come "repressione e autoritarismo".

Il ministro ha evocato la presenza di "maestri della dissoluzione, di cattivi maestri", che nel tempo avrebbero "disarticolato la capacità di reagire alla devianza finendo per legittimarla". E ha citato il filosofo Michel Foucault, "che arrivò a mettere sullo stesso piano scuole, caserme, ospedali, carceri come luoghi di disciplinamento in cui si esercita un dominio". È proprio da lì che, secondo Valditara, "nasce l’idea che sanzionare equivale a reprimere". A suo avviso, dunque, il "cattivo maestro" è "chi ha delegittimato il concetto stesso di autorità confondendola con autoritarismo".

Il ministro ha infine invocato una "rivoluzione culturale" capace di "ricostruire il valore dell’autorità, del rispetto e della responsabilità". E ha concluso: "Con questo governo l’epoca del giustificazionismo è finita: chi sbaglia paga".