Prof del liceo artistico salvano 2 quadri antichi dai cassonetti
Due professoresse del liceo artistico "salvano" due quadri antichi gettati accanto ai cassonetti durante la pausa pranzo: è successo a Firenze
Può capitare di imbattersi in mobili, libri o oggetti ancora in buono stato lasciati accanto ai cassonetti. Stavolta, però, tra i rifiuti sono comparsi due quadri antichi, "salvati" grazie all’occhio attento di due prof del liceo artistico Alberti Dante di Firenze che stavano passeggiando durante la pausa pranzo.
Il caso dei quadri antichi al cassonetto "salvati" da due prof
La vicenda è stata raccontata dall’associazione Insieme per San Lorenzo, che su Facebook ha pubblicato un post definendola una "piccola storia on the road a lieto fine". L’8 luglio, verso l’ora di pranzo, i volontari del quartiere stavano fotografando due quadri abbandonati accanto a un cassonetto, come sono soliti fare per segnalare oggetti ancora in buone condizioni che possono avere una seconda vita.
Ed è proprio in quel momento che sono passate due insegnanti del vicino liceo artistico Alberti Dante. Le professoresse, definite dall’associazione "sensibili e simpatiche", si sono fermate a osservare i quadri e si sono rese conto che si trattava di prove di disegno risalenti ai primi del Novecento.
"W l’arte e chi se ne prende cura!", si legge nella conclusione del post dell’associazione Insieme per San Lorenzo.
Le insegnanti dell’artistico sui quadri: "Non possiamo lasciarli qui"
"Quando (le professoresse) hanno visto i quadri e hanno visto la data hanno detto: ‘Non possiamo lasciarli qui‘", ha raccontato al Corriere Fiorentino Anna D’Amico, volontaria dell’associazione.
Quelle poche parole riassumono il significato della vicenda. Le due insegnanti hanno infatti riconosciuto immediatamente il valore dei disegni, comprendendo che non si trattava di semplici cornici abbandonate, ma di prove di disegno realizzate nei primi anni del secolo scorso. Un patrimonio che, pur non essendo necessariamente destinato a un museo, rappresenta comunque una testimonianza della storia del disegno.
Anna D’Amico ha sottolineato come questo episodio rappresenti "una bella storia che testimonia che c’è ancora chi si prende cura dell’arte, della città e delle cose e nulla è un rifiuto". Un messaggio che va oltre il semplice recupero dei due quadri e che invita a riflettere sul valore degli oggetti che troppo spesso vengono abbandonati senza considerare la loro potenziale importanza culturale e storica.
Nel quartiere San Lorenzo, uno dei più caratteristici e tipici di Firenze situato tra il Duomo e la Fortezza da Basso, episodi di questo tipo non sono inusuali. Accanto ai cassonetti vengono lasciati frequentemente libri, sedie, mobili, specchi, divanetti e numerosi altri oggetti ancora in ottimo stato. In molti casi sono proprio i residenti o le associazioni del quartiere a recuperarli, favorendone il riuso.
Tra questi c’è anche Angelica Filippini, farmacista del quartiere, che ha spiegato al quotidiano di recuperare spesso libri abbandonati per poi scambiarli o regalarli ad amici interessati. Passeggiando per le strade di San Lorenzo, ha raccontato di essersi imbattuta anche in oggetti di grande valore, come una macchina da cucire Singer degli anni Quaranta ancora nella confezione originale, completa di accessori e libretto di istruzioni.
"La gente butta via cose belle ma c’è sempre qualcuno che ne può aver bisogno. Io collaboro con varie associazioni: non si spreca nulla", ha concluso Filippini.