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Prof escluso dalla gita perché non vedente: il caso a Firenze

In una scuola in provincia di Firenze un professore d'inglese è stato escluso dalla gita in Irlanda perché non vedente: genitori e studenti protestano

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Dalla città di Firenze arriva una notizia che sta destando molto scalpore. Un professore non vedente di 40 anni che insegna inglese è stato escluso dalla gita. Avrebbe dovuto accompagnare i suoi studenti, insieme ad altri colleghi, in Irlanda, quindi un viaggio di istruzione legato proprio alla materia da lui insegnata. La dirigente scolastica non ha voluto sentire ragioni e ha deciso di lasciarlo a casa. Studenti e famiglie, però, avrebbero voluto che lui partecipasse: l’unica possibilità sarebbe prendere ferie e pagarsi il viaggio.

Il caso del prof non vedente escluso dalla gita

Jacopo Lilli è un docente di inglese che insegna al Russel Newton di Scandicci, in provincia di Firenze: il professore non vedente non potrà portare i suoi studenti in viaggio d’Istruzione in Irlanda, come deciso dalla dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Tecnica e Liceale nato dalla fusione del Liceo Scientifico "Isaac Newton" e l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Bertrand Russell". A causa della sua disabilità dovrà rimanere a casa.

Tutto è iniziato in autunno, quando una classe di Scienze Umane ha avuto la possibilità di partecipare a uno stage linguistico a Dublino, ospitata da famiglie locali. Un’esperienza curricolare che si svolgerà dal 25 febbraio al 3 marzo e alla quale parteciperanno alcuni docenti accompagnatori. Tra loro non ci sarà il professore d’inglese, che forse era il più adatto visto il contesto.

Jacopo Lilli, anche su richiesta di studenti e genitori, aveva dato disponibilità ad accompagnare la classe: era l’unico del consiglio di classe ad averlo fatto. La preside, però, non lo ha scelto, optando per altri docenti.

La mail del docente alla dirigente scolastica

Il professore ha scritto una mail alla dirigente scolastica, ma non ha mai ricevuto risposta. Lo stesso hanno fatto i rappresentanti degli studenti e dei genitori. A fine dicembre, come raccontato dal Corriere della Sera, è arrivata una telefonata: "La dirigente spiega la sua decisione facendo riferimento alla culpa in vigilando: secondo lei essendo io cieco, non sarei in grado di garantire la vigilanza sugli studenti all’estero, dove il rapporto previsto è di un docente ogni quindici ragazzi".

Una motivazione che il docente ha rispedito al mittente: "Ho 40 anni, non credo di aver fatto una scelta superficiale. Ho costruito un rapporto di fiducia con studenti e famiglie, so chi porterei con me e penso di essere perfettamente in grado di gestire questa classe specifica, soprattutto in un contesto in cui i ragazzi sono ospitati presso famiglie".

Jacopo Lilli non sarebbe stato l’unico docente accompagnatore di questa classe dell’indirizzo di Scienze Umane, visto che altri professori hanno dato la disponibilità. Sarebbero loro a gestire gli aspetti logistici, lasciando all’insegnante di inglese un ruolo in linea con le sue competenze didattiche e relazionali.

Potrebbe partire come "docente extra", ma a proprie spese e prendendo dei giorni di ferie. "Per me non è una vacanza, è lavoro", ha sottolineato Lilli La scuola non coprirà i costi e lui ha svelato di non aver ricevuto una risposta chiara in tal senso.

La dirigente scolastica Anna Maria Abbado è ferma sulle sue posizioni: "Nei viaggi di istruzione il docente deve sottoscrivere una assunzione di responsabilità ai sensi del codice civile e penale. Se dovesse succedere qualcosa, in caso di contenzioso tutti si scaglierebbero contro il docente e contro la scuola. Sarebbe una responsabilità troppo grossa".

Studenti e genitori vorrebbero che il prof partecipasse alla gita

Gli studenti e le famiglie non ci stanno, perché avrebbero tanto voluto che il prof d’inglese li accompagnasse nel viaggio d’Istruzione all’estero. Alunni e alunne hanno posto una domanda: "Se può farci lezione tutti i giorni in aula, dove può succedere di tutto, perché non può accompagnarci a Dublino?".

I genitori hanno scritto al docente sottolineando il loro desiderio di vederlo partecipare a questa esperienza formativa molto importante. Vorrebbero anche farsi carico dei costi chiesti dall’agenzia di viaggi per la partenza da docente extra.