Prof Galiano contro Sfera Ebbasta: "Noi che ci stiamo a fare?"
Il professor Enrico Galiano sui social ha criticato l'ingresso di Sfera Ebbasta a San Siro circondato da dieci donne: ecco cos'ha detto il docente
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Ha suscitato polemiche l’arrivo di Sfera Ebbasta a San Siro in occasione della partita tra Inter e Napoli, disputata sabato 5 settembre 2026. Il rapper si è presentato sugli spalti accompagnato da dieci donne. Numerose sono state le critiche su questo ingresso che è apparso maschilista e lesivo della dignità della figura femminile. Anche il professor Enrico Galiano sui social ha espresso le proprie perplessità sull’immagine trasmessa da Sfera Ebbasta ai giovani che lo seguono. Anche Roberta Bruzzone ha commentato la vicenda.
Le parole di prof Galiano contro Sfera Ebbasta
Sui social, prof Enrico Galiano ha pubblicato una clip, accompagnata da una didascalia in cui ha spiegato il proprio punto di vista sulla scena vista allo stadio San Siro di Milano. "Ah che bello quando qualcuno butta via tutto il tuo lavoro".
Il riferimento del professore di lettere è all’impegno che tutti i docenti mettono in classe per parlare di rispetto e parità di genere. "Allora ragazzi, diciamolo con tutta la dovuta calma e serenità del mondo. Noi ci facciamo un c..o assurdo. Ma veramente, voi non avete idea della fatica", ha spiegato l’insegnante di Pordenone, sottolineando che quotidianamente in aula non si fa altro che "parlare di parità di genere, parlare di diritti, parlare dell’immagine della donna, fare la dissezione degli articoli di giornale, dei manifesti, delle cose sui social".
Enrico Galiano ha poi aggiunto, con un pizzico di amarezza: "Cerchiamo di dire: ‘Ragazzi dobbiamo combattere questa roba qua perché è sbagliata‘. E poi questi accendono la tv e si vedono il loro cantante preferito, quello che per loro è un modello, quello che per loro è un’ispirazione, fare questa cosa qua", riferendosi all’ingresso di Sfera Ebbasta a San Siro circondato da ragazze.
"Allora ditemi noi cosa ci stiamo fare, ditemelo voi, ditemelo voi", si è domandato il professore.
Il commento di Roberta Bruzzone sul caso Sfera Ebbasta
Non solo prof Galiano ha analizzato quanto accaduto a San Siro. Anche la criminologa Roberta Bruzzone ha commentato la scena delle "dieci donne, un uomo al centro. E poi qualcuno la chiama ‘provocazione'".
Bruzzone ha riflettuto sul fatto che nel 2026 non si può definire avanguardia "mettere un uomo al centro della scena e circondarlo di donne tutte vestite allo stesso modo". Il punto per l’esperta non è rappresentato dalle donne, dai loro vestiti, dalla loro libertà di esserci o dalla loro scelta. "Il punto è l’immagine che viene costruita: lui è il soggetto, loro il contorno. Lui è riconoscibile, loro diventano scenografia. Lui rappresenta il successo, loro servono a certificarlo".
Per Bruzzone si tratta di "uno stereotipo talmente vecchio che ormai dovrebbe avere diritto alla pensione", ma invece si ripresenta, in "un contenuto destinato anche a un pubblico giovanissimo e venduto come qualcosa di moderno". Gli stereotipi di genere "non sono superati se continuiamo a usare il corpo femminile come moltiplicatore del prestigio maschile. Non sono superati se il messaggio resta: più donne hai intorno, più sei vincente".
Il problema è che il messaggio è rivolto agli adolescenti: "Arriva ai ragazzi l’idea che il valore maschile passi ancora dalla conquista, dall’esibizione, dal possesso simbolico. Arriva alle ragazze l’idea che la visibilità possa consistere nello stare abbastanza bene dentro la cornice di qualcun altro".
A chi sostiene che si tratti solo di marketing, Bruzzone risponde che il problema è proprio lì: "Perché il sessismo non diventa meno sessista se lo illumini bene. Non diventa progressista se ci metti una base musicale. E non diventa intelligente solo perché genera engagement. La vera provocazione, oggi, sarebbe riuscire a raccontare un uomo di successo senza aver bisogno di dieci donne usate come presunto certificato di virilità". Per Bruzzone questa sarebbe "la vera novità".