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Il professore Enrico Galiano Ansa

Prof Galiano: "Ho visto tanti ragazzi mollare, io li aiuto così"

Il professor Enrico Galiano ha svelato la sua strategia in classe quando uno studente o una studentessa decide di mollare e non studiare più

3 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il professor Enrico Galiano sui social ha raccontato di aver visto tanti ragazzi e ragazze mollare durante i suoi 20 anni di insegnamento nella scuola secondaria. Di fronte a queste situazioni, però, ha iniziato ad adottare alcune strategie che, in molti casi, si sono rivelate efficaci. Non sempre è possibile recuperare, ma secondo il docente bisogna sempre intervenire tempestivamente per capire cosa sta succedendo e provare a correre ai ripari.

Prof Galiano e gli studenti che non vogliono recuperare

Su Facebook il professor Enrico Galiano ha raccontato: "In più di vent’anni di scuola ho visto tanti ragazzi mollare. Alcuni li ho aiutati a ripartire, altri no". Il video realizzato dal docente vuole rispondere a una domanda ricevuta da un utente: "Ok, tutto bello, ma se io ho uno studente che ha 4 e non gliene frega niente di recuperare, che devo fare?".

Il docente e scrittore, dopo aver ironizzato invitando i suoi colleghi a pregare per risolvere la situazione, ha individuato tre pratiche che con lui hanno funzionato meglio di altre. Ha poi invitato i suoi follower che lavorano nella scuola come insegnanti a raccontare cosa fanno quando uno studente decide di mollare.

Le strategie di prof Galiano per gli studenti che si arrendono

Il professor Enrico Galiano, che insegna alle medie, ha raccontato di avere un sistema che gli ha dato ottimi risultati. Non sempre è riuscito nel suo intento, ma almeno ha cercato di non lasciare indietro nessuno in classe.

Per Galiano bisogna agire tempestivamente: "Non consegna, non studia, prende 4, comincia ad alzare le spalle. È lì che bisogna intervenire". Rispondendo a chi sotto un altro video andato virale sugli errori da non fare in classe ha commentato che alla trentesima volta che uno ci prova è normale stancarsi, il professore ha affermato: "Neanche dopo 300 volte hai il diritto di umiliare uno studente. Ma alla 30esima volta noi non ci dobbiamo arrivare, non senza aver scoperto le cause di questo rifiuto".

Inoltre, il docente ha sottolineato che con lo studente o la studentessa in difficoltà bisogna parlare individualmente, senza farlo davanti al resto della classe, perché "non cavi un ragno dal buco e lo sottoponi a uno stress inutile", che è "deleterio e non fa bene a nessuno". Non bisogna nemmeno usare un linguaggio aggressivo, ma bisogna cercare di capire insieme cosa sta succedendo. "Così non lo stai trattando da bambino che non rifà il suo letto, ma da persona responsabile delle sue azioni. Sembra poco, ma cambia tutto". Questo approccio, per Galiano, non serve "per giustificare, ma per capire". Se dalla chiacchierata dovesse emergere, poi, un problema personale, ecco la domanda che il docente dovrebbe porre: "C’è qualcosa che possiamo fare qui a scuola per renderti questo periodo più gestibile".

Il terzo consiglio del professor Galiano riguarda invece il modo in cui aiutare chi è rimasto indietro. Non gli si può dire che deve recuperare subito tutto il programma, perché "è come proporre una maratona a uno che fatica ad alzarsi dal letto". Bisogna procedere passo dopo passo, proponendo una piccola cosa alla volta. E "se dopo tutto questo di nuovo arriva e ti dice ‘No, non mi va'" bisogna "fare un bel respiro, anche due, niente predicozzo, e dargli un compito minuscolo da fare lì subito". In questo modo si può spezzare quel copione: "Non hai idea con quanti dei miei studenti con questo sistema qua è saltato fuori un problema forte di autostima" e non mancanza di voglia.

Cosa fare se si fallisce anche con questi metodi

Il professor Enrico Galiano ha ammesso che anche con queste strategie si può fallire, ma non bisogna mai dimenticare che, in quel momento, il docente è l’adulto presente nella stanza: "A quel punto è evidente che siamo di fronte a un problema più grande e bisogna coinvolgere tutti, la famiglia, i colleghi".

L’insegnante ha poi suggerito di ricordarsi di "non esprimere il giudizio su quello che il ragazzo è, ma solo su quello che fa" e il compito di un docente "è credere sempre in lui, anche e soprattutto quando lui ha smesso di farlo".