La lettera di Galiano a una ragazza che ha paura di sbagliare
Prof Enrico Galiano legge una lettera toccante rivolta ai ragazzi: contiene un insegnamento che ribalta l'idea di rincorsa continua della perfezione.
"Sbaglia!" è l’incitazione di prof Enrico Galiano ai giovani: lo fa leggendo una lettera a un’ipotetica ragazza che ha paura di sbagliare, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook.
Perché dovrebbero sbagliare? Tra le righe di questa missiva, il docente di italiano e scrittore spiega tutti i motivi per cui è giusto fare errori, non solo a scuola, ma anche al di fuori di essa, nella vita quotidiana, nei rapporti con gli altri, nel lavoro. Un insegnamento che sembra andare contro ciò che sempre più spesso viene richiesto ai ragazzi, ovvero di non sbagliare, di puntare alla perfezione, all’eccellenza nei voti a scuola e nella vita.
Perché dovremmo sbagliare secondo prof Galiano
"Sbaglia. In ogni momento della tua vita, sentiti libera anche di sbagliare. Non pensare mai, neanche per mezzo secondo, che un tuo errore o un tuo fallimento possa togliere un grammo dell’amore che provo per te. Semmai, ne aggiungerà", inizia così la missiva di prof Galiano, che è una dedica ai giovani per incitarli a non aver paura di sbagliare, proprio perché è del tutto normale.
"Io nemmeno li conto i miei errori: quando sarai più grande, te li racconterò uno a uno – prosegue nella lettura il docente -. E sono stati errori stupidi, dettati dall’orgoglio, dall’inesperienza, dalla pigrizia, dalla paura: ma ciascuno di essi mi ha lasciato in dono una spinta più forte verso il vero me stesso".
Ecco quindi un altro motivo per cui è giusto sbagliare: "Perché la perfezione fa schifo. Non ha niente di bello, niente di unico, e soprattutto niente di vero. Per cui: sbaglia", continua Galiano.
Il discorso si concentra poi sulla scuola e sui voti: "A scuola fanno male, ma servono anche i quattro. All’università serve anche una bocciatura. Nessun successo è un sentiero di sole vittorie: anzi, i successi più grandi sono lastricati da immensi fallimenti e da risate di scherno".
Chi non sbaglia evitando gli errori, secondo il professore, "elude la vita" e non viaggia: "Errare è sinonimo di viaggiare, e arrivare alla fine di questo viaggio senza aver mai sbagliato, è come dire non aver vissuto".
L’esempio di Anteo e la dedica toccante di Galiano
La lettera ai ragazzi prosegue con un racconto che arriva dall’antica Grecia: riguarda Anteo, un titano che aveva un potere misterioso: era talmente forte che era quasi riuscito a sconfiggere Ercole, l’eroe più forte di tutti. "E sai come faceva? – incita prof Galiano -. Ogni volta che cadeva, lui quando si rialzava, era un po’ più forte. Questo perché Anteo era figlio di Gea, la madre terra. E sua mamma, quando lui toccava il suolo, gli dava un po’ della sua forza".
Secondo il docente, è proprio ciò che accade a tutti noi: "Ogni volta che cadiamo, fa male, certo: ma madre terra ci rende ogni volta un po’ più forti".
La lettera si chiude con una dedica toccante, che vuole dimostrare come gli errori non vanno a intaccare l’apprezzamento e i sentimenti di un adulto (che sia un genitore, un parente, un insegnante o un amico) nei confronti di chi li commette: "E se anche qualche volta non fosse così, tu, non ti preoccupare: qualsiasi cosa succederà, qualsiasi errore farai per me sarai sempre un mito".