Prof Maggi e il poeta che toglierebbe dal programma: "Due palle!"
Andrea Maggi, il noto prof del reality Rai 'Il Collegio', ha svelato qual è il poeta italiano che toglierebbe dal programma scolastico: "Due palle!"
Anche chi vive di letteratura, trasformandola nel proprio mestiere, ha autori che proprio non riesce ad amare. Lo ha ammesso Andrea Maggi, il celebre prof de Il Collegio, raccontando davanti a una platea di studenti quale poeta italiano toglierebbe volentieri dal programma scolastico. “Due palle!”, ha commentato con la sua inconfondibile ironia. Ma di chi parla? E qual è invece l’autore che l’insegnante considera il suo preferito in assoluto?
- Qual è il poeta che Maggi eliminerebbe dal programma (e perché)
- Qual è l'autore preferito di prof Andrea Maggi
- La previsione di Maggi sugli autori alla Maturità 2026
Qual è il poeta che Maggi eliminerebbe dal programma (e perché)
“Se fosse costretto a eliminare un poeta italiano dal programma, quale sceglierebbe?”. È questa la prima domanda che una giovane ha rivolto ad Andrea Maggi, ospite de La conferenza stampa, il format di RaiPlay che vede 350 studenti in veste di giornalisti davanti a un personaggio pubblico.
Durante la puntata, nella quale Maggi ha anche raccontato perché ha deciso di fare l’insegnante, il prof del Collegio non ha esitato a indicare il poeta italiano che toglierebbe dai libri di scuola: “Carducci“. E perché Giosuè Carducci non rientra nei suoi gusti? “Due palle!”, ha ribattuto con ironia.
Qual è l’autore preferito di prof Andrea Maggi
Un’altra studentessa gli ha chiesto quale sia la sua corrente letteraria preferita e il suo autore del cuore. Andrea Maggi ha spiegato: “Non ho una corrente letteraria preferita, mi piacciono molto gli autori russi, i classiconi: Tolstoj, Dostoevskij, Cechov. Però il mio autore preferito in assoluto è Victor Hugo“.
Il docente ha ammesso: “Quando ho letto ‘I miserabili’ ho pianto, credo, per 400 pagine di fila. Piangevo con i lacrimoni pesanti leggendo la storia di questo personaggio, Jean Valjean, che ne sopporta di tutti i colori”.
E ha concluso con una sorta di ultimatum affettuoso agli studenti: “Victor Hugo tutta la vita. Non potete non leggere Victor Hugo, altrimenti non vi parlo più”.
La previsione di Maggi sugli autori alla Maturità 2026
Andrea Maggi ha svelato anche il nome di due autori italiani che ama particolarmente rispondendo a una domanda curiosa: “Deve dare due tracce per il prossimo tema di Maturità, quali?”.
Il docente ha risposto: “Io darei una traccia su un poeta che amo molto, che è Ludovico Ariosto, in particolare su ‘L’Orlando furioso‘. Perché c’è l’incipit di uno dei libri dell’Orlando furioso che parla della violenza di genere. E Ariosto dice, faccio la parafrasi, che la razza umana è l’unica razza nel Pianeta in cui l’uomo pratica la violenza sulla donna, cioè il maschio sulla femmina. Lui dice che il lupo con la lupa va a passeggio tranquillamente, l’orso non aggredisce l’orsa, il leone va con la leonessa. E allora perché l’uomo deve picchiare e uccidere la donna?”.
Secondo Maggi, questo passaggio rappresenta una “cosa molto interessante e profonda perché è stata detta da una persona che è vissuta nel 1500. E non è possibile che oggi, nel 2025, siamo più indietro. È inammissibile”.
Accanto ad Ariosto, il professore ha indicato Torquato Tasso, perché “lo amo tantissimo”, ha detto. La traccia, in questo caso, sarebbe dedicata alla sua opera più celebre: “Gerusalemme liberata forever“, ha esclamato.
E per quanto riguarda le previsioni sugli autori che potrebbero uscire alla Maturità 2026? Maggi ha fatto due nomi, Luigi Pirandello e Italo Calvino.
“Pirandello, però, è troppo facile”, ha osservato. Il drammaturgo siciliano è infatti uno degli autori più ricorrenti nei toto‑tracce, ipotizzato anche per la Maturità 2025 nonostante fosse uscito nel 2024.
Poi, concludendo, ha ironizzato: “Secondo me vedono la puntata, hanno già Pirandello e dicono: ‘Porca miseria, ci ha beccati’. Quindi se non esce Pirandello è perché io avevo azzeccato e lo hanno tolto. E metteranno qualcuno di facile, tipo Italo Calvino”.
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