Prof Maggi: "Il disamore per la lettura crea i nuovi analfabeti"
Per Andrea Maggi "il disamore per la lettura crea i nuovi analfabeti": le "rovinose" conseguenze dell'analfabetismo funzionale (secondo il prof)
“Il disamore per la lettura crea i nuovi analfabeti“. A lanciare l’allarme è l’insegnante volto noto della tv Andrea Maggi. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla semplificazione, secondo il prof la lettura rischia di essere relegata ai margini, con conseguenze gravi sulla capacità di comprendere, analizzare e vivere consapevolmente la complessità del mondo.
Prof Maggi lancia l’allarme sul “disamore per la lettura”
In un articolo pubblicato su Il Gazzettino.it, Andrea Maggi ha analizzato i dati del rapporto ‘Education at a glance 2025‘ dell’Ocse per fare una riflessione generale sul livello culturale dell’Italia e l’importanza della lettura.
L’indagine ha rilevato che in Italia un adulto su tre riesce a comprendere solo testi molto brevi con informazioni minime. “Contro una media Ocse del 27%, ben il 37% degli adulti italiani dai 25 ai 64 anni ha competenze di comprensione e scrittura di testi di livello elementare o inferiore; quindi sono di fatto analfabeti funzionali“, ha spiegato Maggi.
Il professore ha sottolineato che non si può attribuire la responsabilità alla “scuola del presente”, visto che le persone oggi cinquantenni hanno frequentato la scuola negli anni Ottanta. “Quindi – ha osservato Maggi – ci dev’essere qualche altro problema, esterno alla scuola, se gli adulti di oggi hanno perduto delle abilità che in precedenza avevano acquisito”.
La fotografia scattata dall’Ocse mostra “una condizione di svantaggio socio-culturale diffusissima che non solo rende inaccessibili le letture complesse – ha aggiunto l’insegnante -. Il problema più consistente è che tale incapacità compromette delle abilità di importanza vitale che vanno dalla gestione dei risparmi alla scelta corretta di metodologie di reperimento delle informazioni”.
Per Maggi, dunque, non si tratta solo di avere difficoltà a leggere un romanzo o a comprendere un saggio: il vero problema è che chi non sa decodificare testi articolati non sa nemmeno gestire le informazioni complesse che la vita quotidiana richiede. Dalla comprensione di un contratto alla valutazione di una notizia, dalla gestione dei risparmi alla scelta di un medico, tutto diventa più difficile per chi non possiede gli strumenti adeguati.
Quali sono le conseguenze dell’analfabetismo funzionale per Maggi
Le conseguenze di tutto ciò sono “rovinose”, ha sentenziato il professore. “Da un lato siamo a un passo dal realizzare una missione umana su Marte, ma dall’altro conviviamo con persone che credono nel complotto delle scie chimiche e con chi si affida a sedicenti chirurghi estetici reperiti in rete per sottoporsi a interventi che, purtroppo, non di rado risultano gravemente invalidanti, quando non addirittura fatali”.
Secondo Maggi, in un mondo dove spesso si tende a ricercare risposte semplici a problemi complessi, l’analfabetismo funzionale agisce come un vero e proprio freno allo sviluppo di un pensiero critico. Le risposte semplicistiche, a suo avviso, finiscono per essere peggiori dei problemi che presumono di risolvere.
L’atto della lettura, quindi, non è solo un passatempo, ma un’attività “imprescindibile per conservare la libertà di ciascuno di noi”, ha scritto il prof. Leggere significa allenare la mente a decifrare la complessità, a riconoscere la differenza tra un’idea ben fondata e una banalità superficiale, evitando di “non credere agli autorevoli esperti” e di riporre “la propria fiducia nei ciarlatani“, ha concluso Andrea Maggi.
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