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Prof Maggi striglia gli insegnanti di oggi: la dura critica

Andrea Maggi striglia gli insegnanti di oggi e lancia una dura critica al sistema scolastico italiano: cosa ha detto il prof su voti e studenti

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Andrea Maggi, insegnante, scrittore e volto noto del programma televisivo ‘Il Collegio’, ha lanciato una dura critica al mondo della scuola, insegnanti compresi. Tra accuse alla burocrazia soffocante, riflessioni sull’uso dei social e una visione lucida del rapporto tra studenti e voti, il prof invita a ripensare il ruolo della scuola e di chi la vive ogni giorno.

Cosa ha detto prof Maggi sugli insegnanti di oggi

Il prof Andrea Maggi è stato intervistato dalla giornalista Rosanna Santagata per il suo blog Scrittura creativa. Nel corso dell’intervento, il docente ha parlato delle “lacune” del sistema scolastico italiano.

Al primo posto, il prof ha posizionato “l’eccessiva burocrazia, che rallenta tutto“. E poi, ha continuato, “una volta gli studenti italiani, usciti da scuola, avevano preparazione e cultura. Che sono due cose diverse”. Ma, ha aggiunto, “oggi la cultura non ce l’hanno nemmeno molti insegnanti, purtroppo. Dispiace dirlo, ma è così”.

Riflettendo sul ruolo educativo dei docenti nella società odierna, Maggi ha evidenziato anche che i professori di oggi dovrebbero “conoscere bene i social per usarli bene e per insegnare a usarli bene”. E questo non per connettersi con i propri studenti (per farlo bisogna “guardarli negli occhi e ascoltarli”, ha specificato), ma per indirizzarli ad un utilizzo consapevole e responsabile degli strumenti digitali.

La critica di Maggi al sistema scolastico italiano

Secondo Maggi, la scuola italiana “da più di vent’anni si muove affannosamente, in seguito a riforme su riforme e a colpi di emergenza (emergenza femminicidi, emergenza inglese, emergenza lettura, emergenza nuove tecnologie, prevenzione cyberbullismo, AI, etc.)”.

Questo, a suo avviso, ha “appesantito” il lavoro dei docenti “con un mucchio di carte inutili”. Di conseguenza, “gli insegnanti sono soffocati da un lavoro che ormai è oberato di progetti che sembrano essere diventati più importanti delle lezioni curricolari stesse“.

Cos’ha detto Andrea Maggi sui voti

Durante l’intervista, Andrea Maggi ha toccato anche il tema della valutazione degli studenti: “Il voto è diventato una cosa brutta. Non piace più a nessuno. Come la verdura. È la moda del momento”. A chi vorrebbe una scuola senza voti, il professore risponde con una provocazione: “Bene. Facciamola. Vediamo cosa succede”.

Per il prof, il voto “fa bene” quando “non giudica ma valuta”. È anche così che, a suo avviso, si costruisce un rapporto di fiducia con gli studenti, perché loro “sono più severi di noi” e “capiscono quando un quattro è motivato”.

Cosa devono tornare a fare gli studenti (per Maggi)

Infine, Maggi si è rivolto direttamente agli studenti, invitandoli a riscoprire il senso della partecipazione e della protesta costruttiva: “Devono ricominciare a rompere le scatole, una buona volta. Devono fare i giovani“, ha affermato.

“La mia generazione ha avuto qualche momento di protesta – ha ricordato – e ha vissuto il momento più bello del secondo dopoguerra, quello dell’apertura dei confini”. Dopo di che, “non non abbiamo saputo tenere aperte le porte del dialogo della pace”.

E ha concluso amaramente: “Guardate adesso come siamo messi. La colpa è tutta nostra“.

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