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Prof Vincenzo Schettini IPA

Prof Schettini a cuore aperto: "Mi sono vergognato di me stesso"

Prof Schettini ha parlato a cuore aperto agli adolescenti in merito alla bellezza e alla vergogna del proprio corpo, offrendo 3 preziosi consigli

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Guardarsi allo specchio e non piacersi, convincersi di non essere abbastanza belli e vivere un’adolescenza segnata dall’insicurezza: capita a molti ragazzi e ragazze durante la crescita, quando si è più vulnerabili e insicuri. È tornato a parlarne a cuore aperto prof Vincenzo Schettini nel video del venerdì sul suo canale YouTube “La fisica che ci piace”.

Ha messo in guardia i giovani sulla percezione di sé e della bellezza parlando anche della sua esperienza personale, quando si vergognava del suo corpo, e svelando loro 3 preziosi consigli.

Perché prof Schettini si vergognava di se stesso

Il periodo della pubertà, quando si cresce e si diventa donne e uomini, è un passaggio complicato per tutti: si tende a vedersi troppo magri o troppo grassi e con imperfezioni. Una fase della vita che in realtà riguarda anche quei ragazzi e ragazze che vengono visti come “i più belli”.

“Questo vergognarsi del proprio corpo è normalissimo – ha affermato prof Schettini nel suo video -. Chi non si è vergognato di qualcosa legato al proprio corpo, specie quando si è giovani? Probabilmente siamo vicini al 100%. Anche mister o miss Liceo hanno un disagio a livello di percezione fisica di se stessi”.

Ne ha parlato apertamente ripercorrendo la sua giovinezza, quando soffriva molto per il suo aspetto fisico: “Ero molto magro, quando andavo al liceo pesavo 52 chili e non mi piaceva il mio naso”. Ma non solo, il prof di fisica più amato del web ha affermato che aveva la sensazione di non piacere e che gli altri lo vedessero esattamente come si vedeva lui. È stato proprio questo “uno degli sbagli più grossi” della sua adolescenza. Il motivo? “Perché gli altri non ci vedono come ci vediamo noi”, ha aggiunto.

Le parole di prof Schettini sulla bellezza

Se da un lato noi ci vergogniamo di uno stato fisico, in realtà gli altri non ci vedono allo stesso modo, ha continuato a spiegare il docente e divulgatore. “La bellezza non esiste. Esistono persone considerate oggettivamente belle, ma non è questo l’unico parametro: la bellezza non è solo quella legata a una simmetria perfetta del volto e al fisico perfetto. No ragazzi, toglietelo dalla testa”.

Cos’è quindi la bellezza? Secondo prof Schettini è esprimere la propria personalità, ed è soggettiva.

Come superare la vergogna del proprio corpo secondo Schettini

Mostrando una lavagnetta, prof Schettini ha elencato 3 passi fondamentali per superare la vergogna del proprio corpo, esattamente come ha fatto lui da giovane.

Il primo? “Prenditi cura di te“. Il consiglio del docente è chiaro: prendersi cura del proprio corpo, perché è così che si impara ad amare se stessi. Come iniziare? Ad esempio andando in palestra e facendo sport o passeggiate, uscendo, truccandosi, e semplicemente guardandosi allo specchio cercando di capire il proprio sguardo.

Il consiglio è quindi quello di costruirsi un’identità, proprio come ha fatto lui quando è arrivato al punto di vergognarsi perché troppo magro. Non erano gli altri a farlo diventare un problema, ma lo era per lui e si sentiva a disagio. È lì che ha deciso di “voler migliorare”, iscrivendosi in palestra con un programma di sollevamento pesi e cambiando la sua alimentazione.

Il secondo passo è “ascolta te stesso“: secondo prof Schettini non sono gli altri a stabilire se si è brutti o belli, anche perché ci sarà sempre chi parlerà male di noi e troverà un difetto. Nel mondo social, inoltre, questa dinamica è amplificata, con messaggi privati e commenti giudicanti che nessuno dovrebbe ascoltare. L’essenziale è quindi ascoltare se stessi e non gli altri, individuando e prendendo coscienza dei propri disagi: “Significa cambiare e attuare il cambiamento, prendendosi cura di sé”.

Il terzo passo? “Paragonatevi agli altri: guardatevi intorno, parlate con gli altri, noterete tanta solitudine e tanta insicurezza, tante persone simili a voi, con le stesse vostre paure e vergogne”. Infine, l’ultimo invito di Schettini riguardo al consiglio spesso dato di “accettarsi”: non si tratta di accontentarsi, ma di impegnarsi per “migliorarsi”.

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