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Prof Schettini e la lista stupri al liceo: "Stiamo impazzendo?"

"Stiamo impazzendo?!": prof Vincenzo Schettini ha pubblicato un video per commentare il caso della "lista degli stupri" al liceo Giulio Cesare di Roma

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Anche Vincenzo Schettini, il celebre prof de ‘La fisica che ci piace’, è rimasto profondamente scosso dalla “lista degli stupri” scritta a pennarello sulla parete di un bagno del liceo Giulio Cesare di Roma. Il docente ha dedicato alla vicenda un video intitolato “Ma stiamo impazzendo?!”.

Cos’ha detto prof Schettini sulla lista degli stupri al liceo

Stiamo oltrepassando il limite. È successa una cosa terribile, bruttissima a Roma. È abominevole quello che è successo nella scuola Giulio Cesare”. Così ha commentato Schettini, una volta appresa la notizia della “lista degli stupri” comparsa nei bagni del liceo romano, durante un incontro con gli studenti a Bari.

Quell’intervento è stato poi ripreso e pubblicato su YouTube in un video che il professore ha deciso di dedicare interamente alla vicenda.

I ragazzi della scuola Giulio Cesare non sono la lista stupri – ha proseguito rivolgendosi agli studenti baresi -. I ragazzi della scuola Giulio Cesare non c’entrano niente con la lista stupri, perché voi giovani siete delle persone meravigliose, voi avete la vita dentro, voi siete persone corrette e dovete far sentire la vostra voce. Quella lista stupri è una vergogna“.

Il suo pensiero è andato subito alle vittime: “Io non so quale sia stata la sensazione provata dalle persone che erano in quella lista, come deve essere stato umiliante vedere quella cosa. E come è scorretto, vergognoso contro la vita, contro la dignità degli altri scrivere una cosa del genere”.

Poi si è rivolto ai giovani in sala e ha detto: “Per favore, voi dovete far sentire la vostra voce perché sennò crederanno che siete tutti come quelli, e voi non siete così. Voi siete persone rispettabili, voi siete ragazzi rispettabili, state crescendo bene e non dovete far infangare il nome della gioventù perché la gioventù è bella. Per uno che scrive la lista stupri ce ne sono 99 che stanno cercando l’amore“.

Cosa può fare la scuola: l’appello ai prof di Schettini

Nel suo intervento, Schettini ha lanciato un appello anche ai dirigenti scolastici e ai suoi colleghi insegnanti. “Presidi, dobbiamo cominciare realmente ad affrontare in maniera seria l’argomento delle relazioni tra i ragazzi perché quando si arriva alla leggerezza tale che violentare una ragazza diventa una gara, cosa succederà dopo? Dove arriveremo?”, ha chiesto il docente.

E ha aggiunto: “In questo momento noi abbiamo la responsabilità di parlare con il ministero, ma anche noi come scuole dobbiamo chiederci cosa possiamo fare con questi ragazzi”.

È giusto rinunciare a un po’ di programma per capirli meglio? Assolutamente sì – si è risposto senza esitazioni -. Non ci dobbiamo pensare neanche una volta. Allora, parliamone anche nei collegi docenti“, ha affermato Schettini.

Il messaggio ai genitori di prof Schettini

Nell’ultima parte del video, prof Schettini si è rivolto anche ai genitori e agli adulti in generale: “Parliamo con i nostri figli, parliamo con i nostri ragazzi, confrontiamoci. Siamo stati giovani anche noi”, ha dichiarato.

Educhiamo questi ragazzi, parliamo con loro. Non lasciamoli soli, anche quando avvertiamo che non vogliono parlare. Proprio quel momento, forse, è il momento in cui dobbiamo – da professori, da insegnanti, da zii, da genitori – entrare delicatamente nel nostro ruolo di adulti nella vita dei ragazzi e far notare, ad esempio, che questo è un episodio molto grave. Se non facciamo questo, andremo verso una linea in cui tutto sarà concesso. E a me questa cosa non piace”, ha concluso Vincenzo Schettini.

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