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Prof Schettini e la "vita di m", appello: "Attenti, è un inganno"

"Ho una vita di m***a" è il titolo del video di prof Vincenzo Schettini con cui ha voluto lanciare un appello ai giovani: "Attenti è un inganno"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

“Ho una vita di m***a“. Si intitola così l’ultimo video YouTube di Vincenzo Schettini, il celebre prof de ‘La fisica che ci piace’. Questa frase, in realtà, non è l’inizio di un racconto personale, ma lo spunto per una riflessione sui social. Con il suo stile diretto e coinvolgente, l’insegnante lancia un appello chiaro ai giovani (e non solo): “Attenti, è un inganno”.

L’insolita lezione di prof Schettini: “Ho una vita di m***a”

Ho una vita di m***a. Ma che titolo è questo? In realtà è un titolo molto importante perché è un pensiero che secondo me abbiamo fatto tutti almeno una volta nella vita”, ha esordito Vincenzo Schettini nel suo video. L’insegnante ha spiegato di aver scelto questo titolo perché “questa frase la si pensa più spesso da quando sono arrivati i social”.

Secondo il prof, il confronto con gli altri, alimentato dalle immagini che scorrono sui nostri smartphone, ci porta spesso a svalutare la nostra esistenza. Vediamo foto di vacanze da sogno, yacht, sorrisi perfetti, e ci ritroviamo a pensare: “Ma guarda che vita, vedi come si sta divertendo. E io che sto qua a farmi il mazzo, ed è Ferragosto”.

Ma Schettini ci invita a fermarci e a riflettere. È davvero quella la realtà? È davvero quella la felicità? “Quella frase ve la voglio raccontare proprio da questo punto di vista: cioè l’entrare nell’inganno che guardando le vite degli altri ci rendiamo conto che gli altri siano più felici di noi, che abbiano più soldi di noi, che siano più realizzati di noi, che facciano più cose rispetto a noi, che tutti li vogliono, tutti li cercano. E quello ci fa sentire con una vita di…”, ha affermato l’insegnante.

Perché per prof Schettini i social sono “un inganno”

Per spiegare il suo punto di vista, Schettini ha preso la sua consueta lavagnetta in cui ha segnato tre concetti chiave:

  1. siamo tutti uguali;
  2. lo scatto è un istante;
  3. la foto è diversa dalla realtà.

Attraverso questi punti, il prof ha dimostrato quanto sia fuorviante confrontare la nostra vita con quella degli altri, soprattutto se osservata attraverso la lente distorta dei social.

“Noi abbiamo una finestra sulla vita degli altri che è quella digitale. Guardiamo quello che loro pubblicano, non siamo in casa loro – ha riflettuto Schettini -. Vediamo solo quello che loro vogliono farci vedere. E questa è una riflessione molto importante: ci farebbero mai vedere, attraverso una foto, un litigio? Molto difficilmente. Magari il litigio lo riprende qualcun altro e lo mette in rete, ma non loro”.

Schettini ricorda che è nella natura umana mostrare solo il lato migliore di sé. Ma questo crea un’illusione: quella di una felicità costante, di una vita perfetta. “Nessuno si fa la foto mentre è in ansia”, ha detto. Eppure, l’ansia è parte della vita di ciascuno: “Abbiamo tutti gli stessi problemi, le stesse malinconie, gli stessi acciacchi. Siamo tutti uguali”.

E ha proseguito: “Lo scatto rappresenta un istante di una giornata che forse è stata bella, ma forse è stata anche piena di rotture e di litigate. Io con questo non voglio dire che tutto quello che viene messo in rete è falso – ha precisato Schettini -. Sto solo dicendo che, secondo me, quello che noi vediamo non rappresenta davvero ciò che interpretiamo nella nostra testa come felicità degli altri”.

Il video di prof Schettini è un appello a guardare oltre la superficie e a ricordare che dietro ogni post c’è una persona, con le sue fragilità e le sue battaglie. Anche chi sorride in crociera, anche chi mostra il successo, ha pensato almeno una volta “ho una vita di m***a”.