Salta al contenuto
schettini ANSA

Prof Schettini e le critiche dei maestri: la lezione ai giovani

La lezione ai giovani di Vincenzo Schettini sull'importanza delle critiche: perché i "veri maestri" sono quelli che criticano (secondo il prof)

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Vincenzo Schettini, il prof di fisica più amato d’Italia, ha dedicato uno dei suoi interventi a un tema che considera fondamentale per la crescita personale: il valore delle critiche e il ruolo dei “veri maestri”. Figure che non si limitano a incoraggiare, ma che sanno spingere i giovani oltre i propri limiti, anche quando questo significa essere scomodi o dire ciò che non si vuole sentire.

Chi sono i “veri maestri” per prof Schettini

Dialogando con lo sciatore freestyle Ian Rocca nel terzo episodio del vodcast La fisica delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Vincenzo Schettini ha spiegato chi sono, a suo avviso, i “veri maestri”.

Per Schettini, il maestro non è una figura idealizzata, né un adulto che si limita a dispensare complimenti, ma qualcuno che sa mettere alla prova. “Quel maestro te lo ricordi perché ti diceva: ‘Alza il c**o e rifai la manovra, rifai la cosa. Vai, forza! Non ti lamentare’. Alzate il tiro nella vita, non volate mai basso, volate alto”.

Secondo lui, il vero maestro è quello che non permette di accontentarsi, che non protegge in una “bolla di cristallo”, ma che spinge a migliorare attraverso critiche costruttive, anche quando possono sembrare dure.

“Quando incontrerete i maestri mentre puntate in alto, quelli che vi danno addosso, quelli che vi spingono a fare di più, quelli che vi criticano per farvi crescere, comprendete il valore di quella critica”, ha detto ai ragazzi.

Ian Rocca ha confermato questa visione raccontando la sua esperienza sportiva: “È quello che ti fa crescere. È stato l’allenatore che mi ha portato a vivere lo sport in maniera totalmente diversa. Quando cadevo, lui veniva lì e diceva: ‘Ragazzo, hop. Rialzati e rifai'”.

“Vivetevi le persone che, piuttosto che dirvi bravi e mettervi nella bolla di cristallo isolati, vi fanno vivere, vi spronano. Questi sono i veri maestri”, ha concluso Schettini.

La lezione di prof Schettini ai giovani sulle critiche

Non è la prima volta che prof Schettini parla dell’importanza delle critiche per crescere. A Pordenone, in occasione della festa organizzata per i nuovi diplomati a luglio 2025, il professore ha usato un esperimento di fisica per spiegare un concetto universale: l’attrito.

Due studenti, tirando da lati opposti due quaderni, non riuscivano a separarli. Da qui la metafora: “Cos’è l’attrito nella vita? Chi vi romperà le palle, chi non crederà in voi, chi sostiene che non ce la fate, e chi dirà che non valete niente. L’attrito ci sarà sempre”, ha detto Schettini come riportato da Pordenone Today. “E vi dico una cosa: meno male. Senza attrito non si cresce. Senza sfide, dolori, non andate da nessuna parte“, ha aggiunto il docente.

Infine, Schettini ha dato qualche consiglio ai neo diplomati: “Vi auguro di essere intraprendenti, testardi. Di crederci e osare. Perché una laurea è un titolo, ma tu non sei la laurea, sei semplicemente tu. Oggi ci sono molte più possibilità rispetto a qualche anno fa. Il passato era lineare, ora è multisfaccettato e su questa cosa bisogna approfittarne con coraggio”.

“Abbiamo bisogno di una generazione determinante che prenda in mano l’Italia“, ha ripreso. Per farlo, “dovete alzare la testa, rimboccarvi le maniche e accettare la sfida”, ha concluso il fisico.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!