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Prof Schettini ha assegnato tre compiti per le vacanze "speciali"

"Sfruttate l'estate per fare queste cose": ecco i tre compiti per le vacanze "speciali" che il prof Vincenzo Schettini ha assegnato agli studenti

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Vincenzo Schettini, l’amatissimo prof de La fisica che ci piace, ha assegnato agli studenti tre compiti per le vacanze "speciali". Niente pagine da studiare, niente esercizi da svolgere: l’insegnante ha offerto tre parole chiave che, secondo lui, possono davvero cambiare il modo in cui i ragazzi vivono i mesi estivi. Un invito semplice, che punta a restituire valore al tempo libero, alle relazioni e alla crescita personale, trasformando l’estate in una occasione per conoscere se stessi fuori dalla routine scolastica e, soprattutto, per imparare a stare lontani dagli smartphone.

I tre compiti delle vacanze assegnati da prof Schettini

Ogni anno, alla fine della scuola, il prof Vincenzo Schettini propone agli studenti dei compiti per le vacanze inediti. Per l’estate 2025, il docente influencer aveva consigliato ai ragazzi di alzarsi tardi, "ma non troppo tardi", fare attività fisica e comprare un libro su un argomento particolarmente apprezzato.

E per l’estete 2026? "Vi do tre parole ragazzi, che saranno le parole di questa estate che mi auguro vi spingano davvero in questi tre mesi", ha detto Schettini in un video rilanciato sui suoi profili social, introducendo i nuovi compiti "speciali".

La prima parola è "lavoretti". Il professore ha invitato gli studenti a non tirarsi indietro quando qualcuno chiede un aiuto: "Se vi capita che qualcuno vuole una mano quest’estate, che sia un nonno, che sia uno zio, che sia un’altra persona, fatelo. Se tuo nonno dice ‘vieni in campagna, dammi una mano che devo togliere l’erba’, fatelo. Se vi capita che vi offrano di fare qualche lavoretto, fatelo. Io vedo tanti ragazzi, molti che fanno i bagnini, i camerieri, fatelo ragazzi. Perché guardate che lavorare dà un senso a quello che si è completamente diverso, cioè proprio cambi".

La seconda parola è "lunghe chiacchierate", quelle fatte sulle "sedie di plastica", tipiche delle estati italiane, nelle campagne o nei cortili. "Fatevi lunghe chiacchierate seduti alla sedia di plastica con gli altri, perché in estate avrete molto più tempo per parlare, quindi fatelo", ha suggerito.

La terza parola è "movimento". Muoversi, camminare, giocare, correre, fare sport, anche solo una passeggiata o una partita improvvisata sulla spiaggia. Il movimento, ha ricordato il docente indicando la testa, "fa bene qua". Non solo al corpo, ma soprattutto alla mente. È un modo per liberarsi, per stare meglio, per ritrovare energia.

Il messaggio di prof Schettini agli studenti per l’estate

Dopo aver assegnato i tre compiti "speciali" per le vacanze, Schettini ha lanciato un messaggio agli studenti: "Se volete uscire dalla prigione del cellulare, queste sono le tre cose da fare". Lo smartphone, per lui, è una gabbia che rischia di stringersi progressivamente: "Se volete rimanere in quella prigione, benvenuti, in bocca al lupo, vi imprigionerà sempre di più, vi renderà sempre più schiavi". Quello dell’insegnante è un avvertimento, un invito a non lasciare che il cellulare e i social diventino l’unico orizzonte delle giornate estive: "Non glielo permettete", ha aggiunto.

Da qui il suo augurio finale: "Sfruttate l’estate per fare queste cose. Buona estate", ha concluso prof Schettini.