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Prof sviene alla Maturità in una scuola a Mestre: orali sospesi iStock

Prof sviene alla Maturità in una scuola a Mestre: orali sospesi

Un insegnante ha avuto un malore forse a causa del caldo ed è caduto sbattendo la testa, il docente è poi stato soccorso e portato al pronto soccorso

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

In diverse scuole l’emergenza caldo è diventata un problema che non può più essere rimandato. Dagli istituti per l’infanzia, alle primarie fino alle superiori e persino alle università, genitori, studenti e docenti lamentano condizioni invivibile nelle aule in cui le temperature arrivano a superare i 30 °C. Durante le prove orali della Maturità 2026, un professore è svenuto, forse proprio a causa di un colpo di calore.

Prof svenuto durante gli esami di Maturità

Il 29 giugno il presidente di commissione all’istituto Luzzatti di Mestre, dove si stavano svolgendo le prove orali degli esami di maturità, si è sentito male ed è svenuto all’improvviso.

Come riporta Il Gazzettino, gli esami sono stati temporaneamente sospesi e sono ripresi il giorno successivo. Mancavano due soli studenti e poi la commissione, che stava interrogando i maturandi dell’indirizzo Odontotecnico e Manutenzione e assistenza tecnica, avrebbe concluso i lavori.

Il presidente di commissione, cadendo, si sarebbe ferito sbattendo la testa. Immediatamente è stato chiamato il 118 e un’ambulanza ha trasportato il docente al pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo.

La causa del malore potrebbe essere stata una conseguenza del caldo all’interno della scuola. Dai primi riscontri pare che l’insegnante non abbia avuto nulla di grave e il mancamento sarebbe appunto legato probabilmente al clima che sta mettendo in difficoltà chi è ancora in classe.

"La scuola, come tutte, non è climatizzata – ha spiegato il preside – cerchiamo di utilizzare le aule meno calde e di lasciare le finestre aperte per arieggiare. Quindi il clima è vivibile, ma certamente non è fresco. Questo problema non coinvolge solo il Luzzatti, ma riguarda tutti gli istituti: nessuna scuola è infatti dotata di impianti di refrigerazione".

La protesta dei sindacati

Il caso ha riacceso il dibattito nazionale sulla vivibilità e la sicurezza dei plessi scolastici italiani durante i mesi estivi.

In questi giorni da tante scuole superiori sono giunte lamentele per il caldo nelle aule. Dal Veronese-Marconi di Chioggia agli istituti di Mestre e di Venezia, la colonnina del termometro ha raggiunto anche i 35-36 gradi. Nessun plesso del Veneziano è dotato di impianti di climatizzazione, eccetto solo qualche scuola dell’infanzia.

Sulla vicenda sono intervenuti duramente i sindacati della scuola, tra cui l’Anief Veneto, che ha dichiarato: "Le nostre scuole non sono più adatte a fronteggiare il caldo estremo. Non parliamo di un semplice disagio estivo, ma di un serio problema di sicurezza sul lavoro che mette a rischio docenti, personale ATA e studenti".

Ma anche a Roma e Milano ci sono state proteste e lettere inviate ai municipi da genitori e docenti per portare all’attenzione il problema di restare in classi che diventano dei forni.

Gli studenti e la cooling poverty

Sempre legato al caldo, gli studenti universitari fuorisede stanno invece lamentando di far parte della categoria della cooling poverty, ovvero quelle persone che non possono permettersi di pagare i costi di elettricità per rinfrascarsi tramite condizionatori o altri sistemi tecnologici.

Anche in diversi atenei, infatti, non sono presenti sistemi di aria condizionata con la conseguenza che le aule studio, le biblioteche e le classi in cui si svolgono gli esami sono infuocate. A questo si aggiunge che, molto spesso, gli studenti non riescono a studiare bene neanche nelle loro stanze perché sprovviste di condizionatori o anche solo di ventilatori nonostante l’alto prezzo di affitto pagato.