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Prof taglia capelli ad alunne, Crepet: "Orrore". La sua proposta

"Orrore" è il commento di Paolo Crepet a quanto accaduto in una scuola di Mestre, dove una prof ha tagliato i capelli a 2 alunne: la sua proposta

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Una prof, supplente in una scuola media di Mestre (Venezia), ha tagliato ciocche di capelli a due alunne di fronte a tutta la classe. L’episodio sarebbe stato scatenato dalla domanda di una delle studentesse sulla lunghezza di un riassunto assegnato dalla docente. "Orrore", ha commentato lo psichiatra Paolo Crepet, che a partire da questo caso ha lanciato una proposta sugli insegnanti.

Insegnante taglia i capelli a due studentesse a Mestre

Chiede chiarimenti sui compiti, l’insegnante prende le forbici e le taglia una ciocca di capelli davanti alla classe. E un’altra alunna, alzandosi incredula, subisce lo stesso trattamento. È quanto accaduto in una terza media di Mestre, come riportato dal Gazzettino.

Secondo le ricostruzioni, la docente, supplente di italiano, storia e geografia, avrebbe assegnato un riassunto. Alla domanda di una studentessa su quanto dovesse essere lungo, la prof avrebbe estratto le forbici e reciso un ciuffo di circa 10 centimetri. Poco dopo avrebbe fatto lo stesso con un’altra.

L’episodio ha lasciato sotto choc non solo le due ragazze, ma tutti gli studenti della classe, che hanno poi raccontato l’accaduto ai genitori. Il giorno successivo la scuola ha avviato le verifiche interne. L’insegnante avrebbe confermato la dinamica, affermando di aver "esagerato" e spiegando di aver agito così per "mettersi al livello dei ragazzi e per farsi comprendere meglio".

Crepet sul caso della prof che ha tagliato i capelli alle alunne

"Orrore", ha commentato Paolo Crepet al Gazzettino, bollando il gesto della professoressa come un "atto semplicemente violento" che non può essere giustificato né ricondotto a una presunta "psicopatologia". La violenza, ha affermato, "non deve entrare per nessuna ragione al mondo in una scuola".

Per lo psichiatra, quanto avvenuto è "un atto proditorio" e "grave" anche perché rischia di educare i giovani "a temere o, ancora peggio, a condividere la violenza addirittura come ‘uno dei nostri modi di comunicare’". Un comportamento "terribile" e "ingiustificabile" che lascia "ricadute evidenti nello sconcerto delle due ragazzine e dei loro compagni", ha sottolineato.

La proposta di Paolo Crepet sugli insegnanti

Partendo da questa vicenda, Paolo Crepet ha allargato la riflessione al ruolo dei docenti, sostenendo che "non tutti possono fare gli insegnanti" e proponendo l’introduzione di "una valutazione periodica del personale" scolastico. Dopo anni di servizio, ha spiegato, "si può cambiare o anche semplicemente perdere ‘smalto'", motivo per cui a suo avviso servirebbe un sistema capace di monitorare nel tempo competenze, atteggiamenti e capacità relazionali di chi lavora nella scuola. Ma la scuola di oggi, ha aggiunto, "non ha la forza e le risorse di far questo".

E quali dovrebbero essere le qualità di un educatore? "Grazia, gentilezza, educazione, rispetto. Questo deve essere è l’abc", ha risposto, ricordando che questi requisiti devono essere pretesi dai cittadini perché la scuola è "un servizio dello Stato". E lo Stato, ha ripreso, "non deve permettere in nessuna forma questo tipo di reazione da parte di un docente".

Crepet ha concluso tornando al tema del riassunto, definito "una forma pedagogica altissima" perché aiuta "a capire cosa si è letto, invitando a condensare un pensiero e un’emozione". Una competenza che oggi, secondo lo psichiatra, è sempre "più carente" a causa "delle distrazioni digitali".