La verità sul video della prof che urla agli studenti per ChatGPT
Girano video in cui un'insegnante alza la voce contro la classe, attaccando l'uso dell'intelligenza artificiale, ma le immagini non sono reali
Con l’intelligenza artificiale si riesce a fare di tutto. Sui social circolano da tempo foto e video che sembrano reali e mostrano scene con animali o persone capaci di fare imprese assurde, ma la verità è che sono semplicemente realizzati con le nuove tecnologie. Questa diffusione di “falsi” sta portando a un aumento della circolazione di fake news, come quella del video di una prof che urla contro gli studenti a causa di ChatGPT.
Il video della prof che urla per chatGPT
Sui social stanno girando diversi video che mostrano una presunta docente italiana urlare furiosamente contro la classe.
L’insegnante sarebbe arrabbiata a causa dell’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli alunni.
La docente, nelle immagini, accusa appunto gli studenti di aver usato ChatGPT per svolgere un compito.
Il filmato è stato rilanciato su TikTok, YouTube e Facebook, dove numerosi utenti lo hanno interpretato come una scena autentica, al punto da commentare indignati o solidarizzare con la professoressa.
Ma la verità è totalmente diversa: il video è stato realizzato con l’intelligenza artificiale e non è reale.
Gli indizi che mostrano l’uso dell’IA
Come riporta Open che fa un’analisi delle immagini, il video è stato pubblicato su TikTok dall’utente @pioppo9, un profilo che, come indicato nella bio, diffonde esclusivamente contenuti generati con IA.
Sul filmato si può vedere chiaramente il watermark che riporta il nome dell’account e il logo di Sora AI, il modello video di OpenAI.
La clip, che è iniziata a circolare su TikTok, è stata rilanciata su YouTube Shorts e, soprattutto, su Facebook, dove diversi utenti l’hanno recepita come se rappresentasse un episodio scolastico reale.
Soprattutto sul social di Mark Zuckerberg, le persone hanno cominciato a commentare come il video mostrasse un episodio davvero accaduto e si sono scagliati in difesa dell’insegnante.
Come riconoscere i testi scritti con IA
Per riuscire a riconoscere un video realizzato dall’intelligenza artificiale ci sono dei dettagli a cui fare attenzione. Normalmente dovrebbe avere un watermark che mostri il programma di AI usato per assemblare le immagini.
Ci sono dettagli visivi incoerenti, per esempio mani che scompaiono, oggetti deformi, studenti non definiti, che confermano la natura artificiale del prodotto.
Per quanto riguarda i testi scritti con l’intelligenza artificiale, sistemi come ChatGPT usano uno stile di scrittura accademico, privo di un tocco personale, tendono a evitare domande o commenti.
In generale, un testo realizzato con ChatGPT è riconoscibile perché non emoziona ed è totalmente privo della componente dell’esperienza personale.
Una ricerca dell’East Anglia ha rassicurato i docenti sulla riconoscibilità dei testi copiati dall’Ia sostenendo invece che strumenti come ChatGPT dovrebbero essere utilizzati come mezzi didattici piuttosto che come scorciatoie.
Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Educational Technology ha però segnalato che l’uso eccessivo di ChatGpt può avere effetti dannosi per gli studenti.
In particolare, i giovani che utilizzano frequentemente questo strumento per i loro studi sono più propensi a procrastinare rispetto a coloro che se ne servono raramente. Gli universitari che sfruttano spesso il chatbot hanno meno memoria di chi non lo utilizza, oltre ad avere uno scarso CGPA (Cumulative Grade Point Average), ovvero performance scolastiche peggiori.