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Roberto Vecchioni e Donald Trump Ipa

Prof Vecchioni e l'importanza della parola: la stoccata a Trump

Prof Vecchioni in occasione di un suo discorso a Portofino non solo ha dato una lezione sulla parola, ma ha anche lanciato frecciate a Donald Trump

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Roberto Vecchioni, autore di canzoni celebri come “Luci a San Siro”, non è solo un apprezzato cantautore italiano: è anche un professore (ha insegnato per anni al Liceo Classico) e spesso si diletta a dare delle vere e proprie lezioni. Questa volta, l’ex docente di italiano, latino e greco è intervenuto in un dibattito per spiegare l’importanza della parola. Questa è stata anche l’occasione per dare una vera e propria stoccata a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America.

Roberto Vecchioni e la lezione sulla parola

Roberto Vecchioni è stato ospite di “Portofino Talks – Una piazzetta sul mondo”, un evento alla sua prima edizione che ha ospitato tantissimi personaggi illustri tra politici, artisti, giornalisti, autori, accademici e opinion leader. Questa è stata l’occasione per il cantautore non solo di presentare le sue ultime fatiche e raccontare ancora una volta la storia dietro la canzone “Luci a San Siro”. Il professore (che è stato insegnante anche di Paola Iezzi, come la cantante giudice di X Factor ha spesso ricordato) ha parlato anche di un tema di stretta attualità.

Il cantautore è intervenuto per fare una riflessione sulla missione della Global Sumud Flotilla (per la quale hanno anche manifestato gli studenti a La Sapienza di Roma) e dei giovani che si sono imbarcati alla volta di Gaza per portare aiuti alla popolazione stremata dalla guerra con Israele. “Un vero esempio di come si declina la parola amicizia“, ha detto Vecchioni, sottolineando poi che “l’amicizia non è quella di Facebook ma quella vera, di chi è pronto a dirti che hai sbagliato. Io ho tre o quattro amici veri e li coltivo da tutta una vita”.

Il professore 82enne, originario di Carate Brianza, ha poi tenuto una lezione sulla parola e sulla comunicazione: due realtà “così diverse tra loro. Importanti tutti e due. Ma la parola ha una storia di millenni, cambia, si modifica, si mescola. La nostra vera ricchezza e anche qualcosa che unisce mondi diversi. Basti pensare alle lingue Indoeuropee, che sono tante e hanno una radice comune nelle parole”.

La stoccata di Roberto Vecchioni a Donald Trump

Durante il suo intervento, però, Roberto Vecchioni si è tolto anche un sassolino dalla scarpa, lanciando qualche stoccata al Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. L’inquilino della Casa Bianca, ha sottolineato il prof che per tanti anni ha insegnato al liceo classico, “ogni giorno dice il contrario di quanto ha affermato giorno prima”.

Un’altra frecciatina, invece, è stata rivolta nel suo discorso a chi decide consapevolmente di non recarsi alle urne per votare, in occasione delle elezioni: “Si tratta dell’ignavia del nostro tempo. Chi non vota e poi si lamenta della politica è semplicemente un coglio…”, ha detto senza mezzi termini Vecchioni, che poi ha continuato il suo intervento a Portofino spiegando che “il senso della democrazia è l’impegno e il potere di una Nazione non è data dalla maggioranza ma dal consenso al dissenso, come diceva Tucidide per bocca di Pericle. Questa è la democrazia”.

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