Prof Vecchioni e le partite a carte con gli studenti: l'aneddoto
Il professor Roberto Vecchioni spesso si lascia andare ai ricordi di quando era un docente delle scuole superiori. Un aneddoto in particolare lo ha riportato a quei tempi, quando era un insegnante del liceo classico. Capitava qualche volta che prof Vecchioni “giocasse” a carte con gli studenti. Ecco cosa ha raccontato il celebre cantautore in un’intervista nella quale ha voluto mandare un messaggio profondo alle nuove generazioni.
Quando Roberto Vecchioni giocava a carte con gli studenti
Roberto Vecchioni è stato intervistato da Il Giorno. Durante l’intervista, nella quale si è parlato molto del suo passato, il cantautore di Carate Brianza è tornato indietro nel viale dei ricordi per raccontare un aneddoto curioso della sua lunga carriera da docente, nella quale ha insegnato a tanti studenti e a tante studentesse, anche famosi, come ad esempio Paola Iezzi che lo ricorda bene dietro la cattedra.
Prof Vecchioni ha svelato che sono tanti i ricordi curiosi legati alla sua professione di insegnante: “Quante me ne sono capitate… anche di sbagliare”, ha raccontando, scegliendo quella storia che secondo lui è la più carina: “Quando vedevo i ragazzi all’ultimo banco che giocavano a carte” lui era solito prenderle in consegna. “Io sono un mago con le carte. Me le facevo consegnare dicendo: ‘Adesso facciamo così: se vinco io vi do un due, se vincete voi vi lascio le carte e continuate a giocare. E in 26 secondi calavo tre assi…”.
Il messaggio di prof Vecchioni alle nuove generazioni
Durante la sua intervista, prof Vecchioni ha voluto lasciare un invito alle nuove generazioni, cioè “di non procedere in accelerazione, ma di soffermarsi sull’ascolto e coltivare l’antico per comprendere il presente”. Lui ha una grande passione per gli studi classici che è “innata, è un modo di aprire gli occhi e vedere il mondo in un modo diverso da tante altre persone”.
Secondo lui gli studi classici potrebbero essere utili per le nuove generazioni, “perché lì è l’origine di tutto. Non esiste nessuna disciplina del nostro mondo occidentale che non derivi da qualche cosa che sia nata in Grecia. L’astronomia, la poesia, la tecnica, la matematica, tutto è venuto dal greco. Si scriveva la poesia forse anche meglio di adesso. Ancor prima di Galileo ci si chiedeva se la terra fosse rotonda. Ci hanno consegnato un mondo di interrogativi”.
Prof Vecchioni ha, infine, inviato un messaggio “alla nuova generazione: l’importante è non stare soli. Avere sempre qualcuno accanto con cui parlare, anche litigando senza violenza, ma che rappresenti il mondo, l’umanità e non solo se stesso. Non chiudersi, aprirsi”.
Roberto Vecchioni ha sempre difeso i suoi alunni
Roberto Vecchioni, ospite di Geppi Cucciari a Splendida Cornice, ha raccontato qual è stato il suo rapporto con i suoi studenti e le sue studentesse. Lui non ha mai litigato con loro: “Io ho sempre salvato tutti gli alunni. Tutta la vita a salvare alunni contro professori che volevano dargli il 5+ e non gli mollavano il 6″, ha svelato, aggiungendo poi: “La mia vita è sempre stata improntata alla difesa dei miei alunni“. Secondo lui quello dell’insegnante è un ruolo prima di tutto umano, “perché bisogna capire il momento dell’alunno, bisogna capire cosa sta passando”.
Non è stato solo lui a insegnare qualcosa, ma sono stati anche gli studenti e le studentesse a insegnargli molto: “Quelli del liceo mi hanno insegnato sicuramente la ‘figlianza‘”, perché un docente deve essere come “un padrino che sa al momento giusto dare la frustrata giusta, ovviamente metaforica, e sa al momento giusto capire perché quel ragazzo ha perso quella cosa, ha dimenticato, non è lui, se c’è una ragazza di mezzo, se ha perso qualcuno. Deve capire tutto”.
Secondo lui “la prima cosa che deve capire un insegnante non è se i ragazzi sanno le cose, ma se i ragazzi sopportano la vita, il mondo, il resto, o se tentano di capirlo”. Solo dopo arrivano le nozioni, che sono fondamentali, ma “meno della grandezza della persona umana”.
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