Prof Vecchioni promuove i giovani: il "bel segnale"
Il "bel segnale" lanciato dai giovani secondo prof Roberto Vecchioni: perché le nuove generazioni "stanno facendo la loro parte" per il cantautore
“È un bel segnale“. Lontano dai luoghi comuni che dipingono i giovani come disinteressati, il prof Roberto Vecchioni scorge in loro una scintilla di idealismo e una forza propulsiva che non teme di confrontarsi con le sfide del nostro tempo.
Le parole di prof Vecchioni sul “bel segnale” lanciato dai giovani
“Mi guardo allo specchio e i miei occhi sono uguali a quelli che avevo 50 anni fa, perché hanno gli stessi lampi di speranza dei giovani“, ha raccontato Roberto Vecchioni durante il suo concerto all’Auditorium di Parco San Rocco di Alassio (Savona), che si è tenuto il 5 agosto. Ed è proprio ai giovani che sono dedicati molti dei suoi messaggi e insegnamenti, a quei giovani che ha sempre seguito con attenzione, grazie anche alla sua professione di insegnante.
Ma cosa pensa delle nuove generazioni di oggi? “I giovani stanno facendo la loro parte: la ribellione, l’amore per le cose ecologiche, l’amore per le cose che possono contare“, ha spiegato in un’intervista al TGR Liguria in occasione della data alassina del suo tour.
Innanzitutto, Vecchioni ha menzionato “la ribellione”, un’energia che non deve essere interpretata in senso negativo, ma come una sana e costruttiva spinta dei ragazzi a non accettare passivamente le ingiustizie e i problemi del mondo.
A questa si unisce “l’amore per le cose ecologiche”, una passione che Vecchioni riconosce come una delle cifre distintive dei giovani d’oggi. Questa consapevolezza ambientale, che li vede in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico, è per il prof il sintomo della loro sensibilità nei confronti del futuro del pianeta.
Infine, l’artista ha parlato de “l’amore per le cose che possono contare”, ovvero il desiderio dei ragazzi di abbracciare valori concreti e significativi. E questo, a suo avviso, si è visto anche in occasione del Giubileo dei giovani del 3 agosto, quando un milione di persone si sono presentate a Roma per ascoltare le parole del pontefice Leone XIV. “Beh, c’è stato un milione di ragazzi col Papa l’altro giorno, mi sembra che sia un bel segnale“, ha concluso Roberto Vecchioni.
Il messaggio del Papa al Giubileo dei giovani
“Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano“. È questo l’invito di Papa Leone XIV rivolto ai ragazzi che sono accorsi a Tor Vergata, nella capitale, per il Giubileo dei giovani. Il Santo Padre ha sottolineato che il futuro ha bisogno “di uomini e donne che siano testimoni di speranza, di giustizia e di pace”.
Nel suo messaggio, il Pontefice ha toccato temi universali, come l’amicizia, che “può cambiare il mondo, può essere la strada per la pace”. E ha chiesto alla generazione che vive sui social di “cercare con passione la verità” e di rifuggire dalle menzogne e dalle ambiguità della rete.
“Internet e i media sono diventati una straordinaria opportunità di dialogo, incontro e scambio tra le persone, oltre che di accesso all’informazione e alla conoscenza – ha evidenziato -. Questi strumenti risultano però ambigui quando sono dominati da logiche commerciali e da interessi che spezzano le nostre relazioni in mille intermittenze”, ha avvertito Prevost.
Se le scelte dipendono dal consumo, ha aggiunto, “allora le nostre relazioni diventano confuse, sospese o instabili. Quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento: sì, strumento di mercato, merce a sua volta. Solo relazioni sincere e legami stabili fanno crescere storie di vita buona“.