Prof Zambon legge le poesie su Instagram e conquista il social
Giulio Zambon è un giovane insegnante a Ferrara diventato una star sui social, con oltre centomila follower, grazie a video in cui divulga poesia
Sono diversi gli insegnanti che hanno trovato nei social un modo per raggiungere una platea più ampia di giovani e fare divulgazione. Tra questi, si sta facendo notare Giulio Zambon, un docente di Lettere a Ferrara, ma veneto di origine. L’influencer letterario, con la sua poesia, ha già conquistato un pubblico da oltre centomila follower.
Chi è Giulio Zambon
Giulio Zambon è nato nel 1998 a Thiene, nel vicentino, ma vive a Ferrara. È laureato in Italianistica e diplomato in Pianoforte. È stato libraio, direttore di una piccola collana di poesia, docente di musica e maestro di palco presso il Teatro Comunale ferrarese.
Insegna letteratura italiana nelle scuole e si occupa di divulgazione di poesia sui social. Come riporta Il Giornale di Vicenza, sulle piattaforme il docente porta la sua esperienza di scrittore e di insegnante ma soprattutto di persona che guarda il mondo con gli occhi della poesia “uno sguardo diverso – dice – in grado di accendere una luce in chi lo ascolta”.
Molto noto su Instagram e TikTok, in un’intervista a La Nuova Ferrara si è definito “uno che fa poesia e altre cose contundenti”.
Zambon si è trasferito a Ferrara per studiare Lettere, dove ha conseguito la laurea triennale. Poi si è spostato a Bologna per i due anni di magistrale e, finiti gli studi, è tornato a Ferrara, una città che, secondo lui, “interseca dentro di sé una calma e un silenzio che aiutano la scrittura. Ferrara è particolare: non ho mai avvertito una vera differenza tra le mura di casa e ciò che sta fuori. Si dice che fosse capitato ad Ariosto di uscire di casa in pantofole. Ecco, anche a me questa città dà la stessa sensazione di tranquillità e agio”.
La poesia per Giulio Zambon
Zambon ha raccontato che la passione per la letteratura è nata “dal dolore che provavo durante l’adolescenza”.
“Quando trovi un autore o un poeta che riesce a dire ciò che senti meglio di quanto tu stesso possa fare – ha spiegato il prof – è rincuorante. In terza superiore leggevo molto, soprattutto poesie e testi teatrali. Scrivevo, ma male. Poi ho scoperto autori che venivano trovati dalle parole giuste e riuscivano a metterle su carta. Lì ho capito che, allo stesso modo, anche io potevo essere trovato dalle parole”.
Nei sui video sui social la poesia esce dallo spazio di solitudine che si è ritagliata.
Per Zambon nella poesia “bisogna farci stare dentro un universo intero; ma l’universo intero può stare in una parola”. L’insegnante ha affermato di aver notato sui social “che si confondeva lo studio della poesia con il fare poesia”.
“Mancava una narrazione legata al fare. Voglio venga recepito attraverso i miei video – ha sottolineato – che, in poesia, non importa l’età. Ci possono essere esperienze e frequentazioni più approfondite, ma con la penna in mano e il foglio davanti abbiamo tutti la stessa età. Accendere la videocamera è stato un gesto spontaneo. Quel che non mi aspettavo è il legame che si è poi creato con il pubblico”.
I libri e i laboratori di Zambon sulla poesia
Come riporta Il Giornale di Vicenza, un anno fa Zambon non aveva più di 800 seguaci e in un anno è arrivata la notorietà. “Penso che aprirmi in questa schiettezza sia il modo migliore per stare nell’incontro. L’incontro vero e profondo deve considerare la possibilità di ferirsi: è sempre qualcosa di traumatico in verità. La verità è traumatica, se non è traumatica ci stiamo mentendo; è traumatico ciò che scuote, l’amore, la bellezza, la fragilità“, ha detto.
Dal 2022 Giulio Zambon pubblica i suoi componimenti su diverse riviste online e adesso attende l’uscita di tre libri, fra cui un romanzo. “Ho iniziato a scrivere tra i 16 e i 18 anni – ha evidenziato – quando il contatto con la poesia si presenta come esperienza rotta e ingenua. Siamo tutti poeti a 16 anni”.