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Punizioni corporali per i bulli a scuola: novità choc a Singapore

Il ministero dell'Istruzione di Singapore ha promosso delle nuove linee guida che introducono punizioni corporali per i bulli a scuola: la novità choc

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Novità choc a Singapore, dove sono state introdotte nuove norme per combattere il fenomeno del bullismo a scuola che hanno fatto rapidamente il giro del mondo. Le nuove linee guida del ministero dell’Istruzione prevedono punizioni corporali per gli studenti maschi responsabili di atti di bullismo e cyberbullismo.

Singapore introduce punizioni corporali per i bulli a scuola

Gli studenti maschi che si rendono responsabili di episodi di bullismo nelle scuole di Singapore, inclusi i casi di cyberbullismo, potranno essere sottoposti alla fustigazione come "ultima risorsa". È quanto stabilito dalle nuove linee guida presentate dal ministero dell’Istruzione e discusse martedì 5 maggio nel Parlamento singaporiano: un pacchetto di norme pensato per arginare il fenomeno del bullismo scolastico che, nell’ultimo anno, ha scosso l’opinione pubblica del Paese. Lo ha riportato il Guardian.

Il governo ha quindi scelto di irrigidire il sistema disciplinare introducendo una misura che affonda le sue radici nella tradizione giudiziaria del Paese. La fustigazione, infatti, è ancora prevista per alcuni reati penali commessi da uomini sotto i 50 anni, come rapina, truffa o permanenza illegale oltre i 90 giorni.

Le nuove linee guida riguarderanno esclusivamente gli studenti maschi dai 9 anni in su, dunque delle classi superiori della scuola primaria (9-12 anni) e delle scuole secondarie. Le ragazze, invece, non potranno essere sottoposte a punizioni corporali. Per loro sono previste sanzioni come detenzione scolastica, sospensione, abbassamento del voto di condotta o altre misure disciplinari. La scelta di limitare la fustigazione ai soli studenti maschi richiama il codice di procedura penale di Singapore, che vieta la fustigazione delle donne.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Diverse organizzazioni internazionali hanno criticato duramente la scelta di Singapore. L’Unicef e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno ribadito la loro posizione contraria a qualsiasi forma di punizione corporale sui minori (e non solo), ricordando che pratiche come la fustigazione danneggiano la salute fisica e mentale dei bambini e, invece di correggere problemi comportamentali, rischiano di aggravarli nel lungo periodo.

Cos’ha detto il ministro dell’Istruzione di Singapore

Il ministro dell’Istruzione di Singapore, Desmond Lee, ha difeso la misura davanti al Parlamento, spiegando che la fustigazione a scuola sarà applicata solo in "casi estremi" e con "protocolli rigorosi". Secondo quanto riferito dal Guardian, Lee ha chiarito che la punizione corporale verrà utilizzata soltanto "se tutte le altre misure si fossero rivelate inadeguate, vista la gravità della cattiva condotta".

Il ministro ha sottolineato che le scuole dovranno attenersi a "protocolli rigorosi per garantire la sicurezza degli studenti. Ad esempio, le punizioni corporali devono essere approvate dal preside e somministrate solo da insegnanti autorizzati", ha affermato. Inoltre, ha aggiunto, "le scuole prenderanno in considerazione fattori come la maturità dello studente e se la punizione corporale lo aiuterà a imparare dal suo errore e a comprendere la gravità di ciò che ha fatto".

Dopo l’esecuzione della punizione corporale, ha precisato Lee, la scuola "monitorerà il benessere e i progressi dello studente", offrendo anche supporto psicologico.

Quanto alle studentesse, ha concluso il ministro dell’Istruzione singaporiano, riceveranno punizioni "come la detenzione e/o la sospensione, la modifica del voto di condotta e altre conseguenze scolastiche", in linea con le norme che vietano l’uso della fustigazione sulle donne.