Quali sono le regioni con meno studenti ammessi alla Maturità
Quali sono le regioni con meno (e più) studenti ammessi all'esame di Maturità? In attesa dei nuovi dati del 2026, ecco tutti quelli del 2025
L’esame di Maturità 2026 è sempre più vicino. Si partirà giovedì 18 giugno con la prima prova per poi proseguire il 19 giugno (e successivi, se previsto) con la seconda prova, quella specifica per ogni indirizzo di studio. In attesa dei dati di quest’anno, vediamo quali sono state le regioni d’Italia con meno (e più) studenti ammessi alla Maturità nel 2025.
Qual è la regione con meno (e più) ammessi all’esame di Maturità
Per essere ammessi all’esame di Maturità, gli studenti non devono avere insufficienze in pagella. Si tratta di un vero e proprio requisito di ammissione, come evidenziato dal ministero dell’Istruzione e del Merito: “Non avere una valutazione inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi”.
Guardando ai dati della Maturità 2025, si osserva che il vero scoglio da superare non è l’esame in sé, ma l’ammissione. I non ammessi all’esame dello scorso anno sono stati il 3,5% degli iscritti al quinto anno, mentre solo lo 0,3% dei maturandi è stato poi bocciato alla Maturità.
La regione con la quota più alta di non ammessi alla Maturità 2025 è stata la Sardegna, con il 7,1% degli studenti fermati agli scrutini finali. Seguono la Liguria (5% dei non ammessi) e il Trentino Alto Adige (4,6%). Oltre a queste, tra le regioni che hanno registrato una percentuale di non ammessi superiori alla media nazionale ci sono: Toscana e Umbria (4%), Sicilia (3,8%), Basilicata, Piemonte e Puglia (3,6%).
All’estremo opposto, gli scrutini si sono rivelati più indulgenti in Molise, dove i respinti sono stati il 2,6%, e in Campania, Valle d’Aosta e Veneto, tutte al 2,9% di non ammessi all’esame.
In quali regioni ci sono stati più (e meno) 100 alla Maturità 2025
Passando ai risultati finali, i numeri smentiscono il luogo comune sulla presunta severità delle prove della Maturità: i voti alti sono molto più frequenti di quelli minimi. Nel 2025, infatti, solo il 4,9% degli studenti si è diplomato con il minimo (60/100).
La maggior parte dei maturati ha ottenuto una votazione compresa tra il 71 e l’80 (29,3%). La seconda fascia è quella del 61-70 con il 26,8% degli studenti. Quasi uno studente su 10, inoltre, ha preso 100 o 100 e lode.
Analizzando i dati a livello regionale, anche alla Maturità 2025 si è osservata una frattura ormai strutturale: il Mezzogiorno continua a distinguersi come la “culla” dei migliori diplomati d’Italia.
È la Calabria la regione ad avere il primato: nel 2025, il 18,1% degli studenti si è diplomato con 100 o 100 e lode. La Calabria detiene anche la quota maggiore di lodi: il 6,1%, a fronte di una media nazionale del 2,8%.
Seguono la Puglia (15,4%), la Sicilia (15%), la Campania (13,5%), la Basilicata (12,2%) e il Molise (11,5%).
Al contrario, nel Nord del Paese il quadro appare più severo, con una maggiore rigidità nell’assegnazione dei voti più alti. In Valle d’Aosta solo il 3% dei diplomati ha ottenuto 100 e lo 0,3% la lode. In Lombardia, invece, poco più del 5% degli studenti ha preso il massimo dei voti (4% 100 e 1,1% 100 e lode).
Di seguito le percentuali di studenti che hanno preso 100 o 100 e lode alla Maturità 2025 per regione.
- Calabria – 18,1%
- Puglia – 15,4%
- Sicilia – 15%
- Campania – 13,5%
- Basilicata – 12,2%
- Molise – 11,5%
- Abruzzo – 10,6%
- Marche – 10,3%
- Umbria e Sardegna – 10%
- Italia – 9,9%
- Lazio – 9,6%
- Toscana – 7,9%
- Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna – 7,2%
- Liguria – 7,1%
- Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto – 6,4%
- Lombardia – 5,1%
- Valle d’Aosta – 3,3%