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100 giorni all'esame di Maturità 2026: festa iStock

Quando sono i 100 giorni all'esame di Maturità 2026: la data

Calcolare la data dei 100 giorni alla Maturità 2026 è semplice: ecco quando i maturandi festeggeranno e quali sono i riti propiziatori e scaramantici

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

I maturandi che a giugno 2026 si troveranno a dover affrontare le prove scritte e il colloquio orale dell’esame finale del ciclo di studi superiori attendono con ansia non solo questo momento, ma anche i 100 giorni alla Maturità 2026. Si tratta di un rituale simbolico molto sentito da tutti gli studenti che frequentano l’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado: un momento di festa da condividere tutti insieme, per celebrare un conto alla rovescia importante. Di solito si celebra, come suggerisce il nome stesso, 100 giorni prima dell’inizio dell’esame. Quando capiterà nell’anno scolastico 2025/2026?

Quando si celebrano i 100 giorni alla Maturità 2026

Per scoprire la data dei 100 giorni all’esame di Maturità 2026, basta conoscere il giorno in cui inizieranno le prove scritte. Giovedì 18 giugno 2026 gli studenti e le studentesse dell’ultimo anno delle scuole superiori saranno chiamati a tornare a scuola per affrontare la prima prova scritta della Maturità, il classico tema.

Basta poi fare un semplice conto alla rovescia da tale data, per scoprire che i 100 giorni precedenti si festeggiano martedì 10 marzo 2026. Ovviamente non sarà un giorno “festivo”: sono previste regolari lezioni in classe, come ogni altro martedì dell’anno scolastico. Per i ragazzi, però, sarà una data da ricordare per sempre, perché da mattina a tarda notte saranno organizzati feste e momenti di condivisione per far partire ufficialmente il countdown alla fine delle scuole superiori, anche se c’è ancora uno scoglio da superare, quello dell’esame di Maturità che proprio nel 2026 sarà caratterizzato da tante novità introdotte dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Com’è nata la tradizione dei 100 giorni alla Maturità

Da cosa nasce questa usanza di organizzare una festa quando mancano 100 giorni esatti all’esame di Maturità? La tradizione trarrebbe origine da un’abitudine militare: nel 1840 presso l’Accademia Militare di Torino un cadetto, scoprendo che un decreto regio aveva ridotto la durata dei corsi per diventare sottotenente, avrebbe esclamato “Ancora solo tre anni”. Da qui sarebbe nata la tradizione del “Mak P”, un countdown per questo percorso professionale.

Questo conto alla rovescia ben presto ha varcato i confini dell’Accademia Militare, andando a “contagiare” anche altri ambiti, fino ad arrivare al mondo scolastico. Da tantissimo tempo i maturandi festeggiano i 100 giorni alla Maturità: per loro è un rito di passaggio altamente simbolico, che permette non solo di stare insieme e festeggiare un anno importante delle loro vite, ma anche di trovare la consapevolezza che il percorso scolastico è quasi finito. Da questo momento in poi l’esame di Maturità inizia a farsi più concreto nella mente di studenti e studentesse dell’ultimo anno.

Come festeggiano gli studenti i 100 giorni alla Maturità

Non esiste un solo modo per festeggiare i 100 giorni alla Maturità: di solito si organizzano momenti da trascorrere insieme, per scaricare un po’ ansie e paure e prepararsi a un periodo intenso di studio. Si possono organizzare feste a scuola, cene di classe, gite fuori porta, viaggi brevi, serate in discoteca: è un modo per staccare un po’ dallo studio in vista del tour de force che porterà i maturandi a dover stare chini sui libri ogni giorno in vista dell’esame finale.

La tradizione è anche accompagnata da riti scaramantici che si tramandano di generazione in generazione. C’è chi scrive sulla sabbia il voto che spera di ottenere: se le onde lo cancellano del tutto, allora il desiderio diventerà realtà, altrimenti si potrebbero ottenere anche 10 punti in meno a quanto scritto. Altri si affidano alla fede, come gli studenti di Livorno che di solito organizzano pellegrinaggi al Santuario della Madonna di Montenero: qui devono salire i gradini in ginocchio, tirare una moneta sopra un arco o accendere un cero sperando di ottenere il voto desiderato. I “colleghi” abruzzesi, invece, vanno al Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, dove vengono impartite benedizioni alle penne che poi useranno per le prove scritte della Maturità.

In Sardegna esiste la tradizione del ballu tundu, un ballo che si fa in cerchio in senso orario dandosi la mano, mentre a Pisa si fanno cento giri intorno alla Torre di Piazza dei Miracoli o per 100 volte si compie un altro gesto pieno di simbolismo per propiziare la buona sorte (un tempo si doveva toccare la lucertolina presente in piazza). A Palermo i maturandi devono salire e scendere i gradini che portano ai santuari cittadini: devono ripetere il sali e scendi nel numero che più si avvicina al voto che sperano di ottenere. Devono anche lanciare una moneta e farla passare nell’arco della speranza. E sperare che la dea bendata volta il suo sguardo benevolo verso la loro valutazione finale.

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