Quante scuole hanno palestra o piscina: le differenze tra regioni
Praticare sport è importante per i giovani: un'indagine ha svelato quante scuole in Italia hanno la palestra o la piscina e le differenze tra regioni
Fare sport è fondamentale per ragazzi e ragazze di ogni età. Non aiuta solo il corretto sviluppo fisico, ma promuove anche la socializzazione e insegna valori importanti. In Italia, però, non è facile accedere alle attività sportive extrascolastiche. Il diritto dei giovani e dei giovanissimi di praticare sport non sempre è garantito. A mancare sono le strutture dedicate e spesso le famiglie non possono far fronte ai costi previsti. Un’indagine ha svelato quante scuole hanno una palestra o una piscina in Italia, scoprendo differenze profonde tra le regioni italiane.
Quante sono le scuole in Italia dotate di palestra o piscina
Per garantire a tutti i giovani e giovanissimi di praticare sport è fondamentale che le scuole siano dotate di una palestra: se non è presente, sarebbe utile potersi affidare ad altri istituti o impianti sportivi del territorio, vicini al plesso, così da permettere di svolgere le attività di educazione fisica.
Openpolis, analizzando gli open data del ministero dell’Istruzione, ha svelato quante scuole italiane sono dotate di palestra o di piscina. In Italia su circa 40mila edifici scolastici statali sono 15.067 quelli dotati di questi impianti, il 38,3%. 24mila non hanno segnalato la presenza di tali dotazioni, mentre in 271 non è censita l’informazione.
Sono molte, però, le differenze tra le regioni italiane. La Liguria ha l’incidenza maggiore: qui il 53,7% delle scuole statali ha una palestra o una piscina. Seguono la Puglia (49,2%) e la Lombardia (48,8%). In fondo alla classifica c’è la Calabria, maglia nera con il 21,8%. Andando ancora più nel dettaglio, si scopre che i comuni polo, dove è presente la maggior parte dei servizi, hanno una percentuale di copertura superiore (oltre il 42%), mentre nelle aree interne e più distanti dai servizi tali impianti sono presenti in poco più di 1 edificio su 3.
Alcune differenze, infine, si possono anche notare tra le stesse città: tra i capoluoghi di provincia è Milano ad avere la percentuale più alta (quasi l’80%), seguita da Firenze (71,5%), Bologna (71,2%) e Monza (71,2%). Le percentuali più basse si trovano a Catanzaro (9,5%), Forlì (10,3%) e Teramo (13,6%).
Le disuguaglianze delle attività sportive extrascolastiche
Secondo un rapporto dell’Istat, il 64,5% di chi ha tra gli 11 e i 19 anni pratica sport dopo l’orario scolastico: i ragazzi scelgono soprattutto il calcio, mentre le ragazze la palestra. Ci sono però delle disuguaglianze profonde legate al genere, alla cittadinanza, al contesto sociale di provenienza e alle possibilità famigliari.
Più del 75% dei figli di laureati pratica regolarmente sport, mentre la percentuale scende nelle famiglie con titolo di studio inferiore. I maschi praticano sport con più frequenza rispetto alle femmine (73,5% contro 55%): superati i 13 anni meno di 1 ragazza su 2 fa attività sportiva.
Ad essere esclusi da questa importante possibilità di crescita spesso sono i giovanissimi con cittadinanza straniera: meno della metà (47,3%) fa sport, con dati in calo se si parla di ragazze (solo 1 su 3). L’esclusione è maggiore tra le ragazze con origini cinesi e marocchine, dove solo 1 su 4 pratica una disciplina.
In tutti questi casi la scuola rimane l’unico luogo dove praticare sport, visto che non ci sono le possibilità di accedere alla pratica sportiva nel tempo libero: proprio questa istituzione dovrebbe garantire a tutti gli studenti e a tutte le studentesse il diritto al movimento e alla salute.