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Bamboccioni iStock

Quanti saranno i bamboccioni in Italia nel 2040: la profezia

L'Istat ha fatto un quadro della situazione in Italia prevedendo che i cosiddetti bamboccioni, tra i 25 e i 39 anni, aumenteranno del 26% fino al 2040

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

L’Istat, nella recente rilevazione sulla popolazione residente in Italia, ha tracciato un quadro con le previsioni sull’evoluzione delle famiglie e sul futuro dei giovani. A pesare è l’incertezza economica e la difficoltà a trovare un lavoro stabile che permetta di andare via da casa e mantenersi autonomamente. Oltre ad aumentare il numero di adulti che continua a vivere con i genitori, è destinato a cambiare anche il numero dei componenti delle famiglie che saranno sempre più unipersonali,

I dati sui bamboccioni

Le previsioni dell’istituto di statistica riguardo ai giovani, sottolineano che i ragazzi e le ragazze si portano sulle spalle la difficoltà di ottenere una situazione finanziaria e lavorativa stabile.

Questo porterà il numero dei cosiddetti “bamboccioni“, ovvero coloro che hanno tra i 25 e i 39 anni e che restano a vivere in casa con i genitori, ad aumentare addirittura del 26% fino al 2040, salendo a 313mila persone dagli attuali 249mila.

Inoltre, anche il trend della bassa natalità non sarà invertito, con un 10,1% di coppie in più senza figli. E cresceranno anche le famiglie monogenitoriali con figli non ancora ventenni. In particolar modo riguardo ai padri, +23,3%, rispetto al +2,6% delle madri, che comunque in questo campo sono la maggioranza.

L’aumento delle famiglie unipersonali

Proprio riguardo alla composizione delle famiglie, le previsioni dell’Istat presentano una doppia faccia. Da una parte le unità familiari aumenteranno da 26,5 milioni nel 2024 a 27,2 milioni nel 2040.

Dall’altra, però, crescerà anche il numero di persone sole, o meglio delle “famiglie unipersonali”, cioè composte da un solo individuo, che incrementeranno di un milione in vent’anni.

Questo numero è la diretta conseguenza di alcune condizioni che sono già ben note. La popolazione italiana diventa più anziana, con l’aspettativa di vita che cresce di anno in anno. Ma più si è longevi, più è elevato il rischio di rimanere vedovi. Dall’altro lato, il numero di separazioni e divorzi aumenta e spesso chi esce da una relazione sceglie di non unirsi di nuovo nel corso degli anni.

La previsione sulle famiglie in futuro

In generale nel futuro dell’Italia si prevedono sempre meno matrimoni e più persone sole che restano a vivere con i genitori.

Come si legge nel comunicato stampa del 28 luglio dell’Istat, nel paragrafo “Italia 2050: sfide e prospettive di una società in transizione“, le ultime previsioni demografiche, aggiornate al 2024, disegnano un processo all’interno del quale “il peso dell’odierna struttura per età della popolazione è prevalente rispetto ai comportamenti demografici attesi, pur in un quadro di incertezza”.

A loro volta, ulteriore aumento della sopravvivenza, bassa natalità e trasformazioni familiari confermano un cambiamento continuo nella struttura della popolazione che comporterà un auto-rafforzamento del processo di invecchiamento, nonostante il positivo apporto delle migrazioni con l’estero.

La popolazione residente, oggi circa 59 milioni, è prevista in diminuzione a 54,7 milioni entro il 2050, con un calo graduale ma costante nel tempo.

Entro lo stesso anno la quota di anziani di 65 anni e più sale al 34,6% (dal 24,3%), quella di individui di 15-64 anni scende al 54,3% (dal 63,5%). Scende di un punto percentuale la quota di giovani fino a 14 anni (dal 12,2 all’11,2%).

Una famiglia su cinque sarà composta da una coppia con figli (oggi tre su 10) mentre il 41,1% delle famiglie sarà formata da persone sole (oggi 36,8%).