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Quanti sono gli studenti stranieri in Italia, regione per regione iStock

Quanti sono gli studenti stranieri in Italia, regione per regione

Nell'anno scolastico 2024/2025 circa uno studente su 8 non aveva la cittadinanza italiana, secondo un report di Save The Children

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il report “Chiamami col mio nome. Un’indagine sugli studenti con background migratorio nelle scuole italiane”, diffuso da Save the Children ha analizzato la situazione dei percorsi formativi di ragazzi e ragazze stranieri che studiano in Italia. Secondo gli ultimi dati disponibili, più di 3 su 5 di loro (il 65,4%) sono nati in Italia ma non hanno la cittadinanza.

Quanti sono gli studenti stranieri

Il report di Save The Children evidenzia che nell’anno scolastico appena concluso, circa uno studente su 8 (il 12,2%) non aveva la cittadinanza italiana, il quadruplo rispetto a 20 anni fa.

In testa, tra le Regioni in cui si registra la maggiore presenza di studenti stranieri, c’è la Lombardia, con più di 231 mila alunni, un quarto del totale.

Al secondo e terzo posto si trovano l’Emilia-Romagna e il Veneto. Dal punto di vista dell’incidenza percentuale sulla popolazione studentesca totale, la prima regione è l’Emilia-Romagna (18,4%), seguita da Lombardia (17,1%), Liguria (15,8%), Veneto (15,2%) e Toscana (15,1%), in coda – con meno del 4% di alunni senza cittadinanza italiana sul totale degli alunni – Molise, Puglia, Campania e Sardegna.

I dati sui punteggi rispetto agli italiani

L’analisi evidenzia che “gli studenti con background migratorio ottengono punteggi più bassi degli studenti di origine italiana alle prove Invalsi di italiano e matematica, ma più alti in inglese”.

Tra gli studenti con background migratorio di prima generazione la dispersione implicita raggiunge il 22,5%, molto distante rispetto all’11,6% dei coetanei di origine italiana, il dato migliora notevolmente tra gli studenti di seconda generazione (10,4%). Tuttavia, tra gli studenti senza cittadinanza più di un quarto non completa il percorso di istruzione secondaria di II grado.

Dal rapporto emerge inoltre che gli studenti con background migratorio evidenziano anche tassi più elevati di ritardo scolastico: il 26,4% contro il 7,9% dei loro coetanei di origine italiana. Tra quelli di prima generazione, più di 1 su 6 (17,8%) ha ripetuto l’anno scolastico una volta, cosa che si verifica per poco più di 1 su 10 (11,5%) tra gli alunni di seconda generazione e che interessa solo il 4,6% degli italiani.

I fattori che orientano le scelte formative degli stranieri

Save The Children segnala che “l’Italia è tra i Paesi Ocse in cui gli studenti con background migratorio mostrano aspettative significativamente più basse (-12 punti percentuali) rispetto ai coetanei autoctoni riguardo all’iscrizione all’università e al completamento degli studi”.

Soltanto il 3,9% degli studenti iscritti all’università è di origine straniera, con Lombardia, Lazio e Piemonte dove si concentra quasi la metà degli iscritti (poco più di 35 mila). A incidere su questa situazione sarebbe “la condizione economica e l’orientamento”.

Lo stesso accade anche per le scelte scolastiche alle scuole superiori dove, si legge nell’analisi, “molti studenti con background migratorio privilegiano percorsi formativi che garantiscono un accesso più rapido al mercato del lavoro, come gli istituti professionali o tecnici”.

Oltre alle difficoltà economiche, a influenzare le decisioni sul proprio percorso formativo sono anche possibili pregiudizi negativi che orientano gli studenti.

“Secondo i dati Istat – riporta il report – prendendo in considerazione i minori in una condizione economica che definiscono buona, solo il 35,4% di quelli di prima generazione intende iscriversi al liceo, 43,7% per gli studenti di seconda generazione. Anche tra gli studenti che si definiscono ‘molto bravi a scuola’, solo il 60,6% tra quelli di seconda generazione e il 47,8% tra quelli di prima pensa di iscriversi al liceo, contro il 70% degli studenti senza background migratorio”.

Inoltre, “il 53,7% degli alunni di origine italiana sceglie il liceo con una differenza di circa venti punti percentuali rispetto agli studenti con background migratorio”.

Per quanto riguarda “gli studenti con background migratorio di prima generazione che vivono in condizioni socioeconomiche svantaggiate, e che hanno mostrato livelli di apprendimento elevati alla fine delle scuole medie nell’anno scolastico 2021/22, poco meno di 1 su 2 (il 48,7%) si è poi iscritto al liceo l’anno successivo, il 52,7% tra gli studenti di seconda generazione e al 60,7% tra gli alunni senza background migratorio”.